Perché candidarsi e perché farlo in una lista come RADICI IN COMUNE in un momento in cui la politica è così degradata e sembra che gli sforzi siano inutili? Forse è proprio per questo. E’ per quel po’ di fiducia che anche gli sforzi della nostra Lista Civica possano essere il segnale che vale la pena tentare di arginare la mancanza di cura e rispetto da cui siamo circondat3 perché cura e rispetto sono la base della società che vogliamo impegnarci a rifondare. Sto cercando di dare un senso a tutta la frustrazione di vivere in una città che perde ogni giorno un pezzetto della sua bellezza e delle sue qualità, fenomeno particolarmente vero in questi ultimi cinque anni di amministrazione comunale.
Noi di RADICI IN COMUNE abbiamo una visione: ricreare quella relazione con l’ambiente in cui viviamo per il nostro benessere presente e futuro. E questa visione non solo ci guida in questa campagna elettorale ma è stata la guida delle nostre recenti battaglie – in primis quella per la strage di verde pubblico fatto negli ultimi anni per non parlare della politica della viabilità – e sarà la visione che ci guiderà, comunque vadano le cose, nel lavoro dei prossimi anni.
Mi chiamo Alessandra de Nardis, sono nata a Roma, dove ho studiato architettura e dove sono cresciuta professionalmente iniziando prestissimo la mia attività di Grafica con specifica attenzione alla comunicazione istituzionale e Business to Business; ho affiancato sempre al lavoro l’attivismo politico all’interno dell’allora nascente Casa Internazionale delle Donne di Roma; da diversi anni mi sono trasferita Pescara e qui il mio lavoro si è via via sempre più specializzato nel 3D e web Designer; sono fotografa per passione, ricercatrice indipendente in archeologia preistorica e mitologia, fondatrice del blog-magazine di cultura di genere Autrici di Civiltà e co-fondatrice del progetto Preistoria in Italia, entrambi progetti di valore e per i quali vado particolarmente fiera.
A Pescara, nel maggio 2018 ho organizzato il convegno Pianeta Terra con il sostegno dell’Assessorato alla Cultura; l’incontro, primo nel suo genere in Italia, metteva insieme eco-femministe, ecologiste, esperte in Altra Economia e ricercatrici del sacro che hanno condiviso la consapevolezza che la decrescita non è un modello né un’alternativa ma una Matrice di alternative, un processo culturale di dis-apprendimento, che contempla una perdita ma che se affrontato consapevolmente permette una maturazione sociale ed ecologica.
Ho pubblicato un piccolissimo libro che vuole essere un omaggio all’antica terra d’Abruzzo, regione che amo moltissimo e che narra il vero culto delle origini: la Madre Terra.
Nell’ultimo anno il mio coinvolgimento interessato nelle rivendicazioni delle famiglie del Parco di via della Fornace Bizzarri (io ero una di quelle) mi ha visto portavoce in strada e rappresentante in Sala Consiliare del Comitato costituitosi per difendere un bene comune. Il fatto che nessuno dell’attuale amministrazione ci ha mai voluto ascoltare né prendere in considerazione le alternative più che plausibili che avevamo proposto, è probabilmente il motivo che mi ha spinto ad alzare la voce per far sì che i beni comuni delle Città e il coinvolgimento attivo delle persone che la abitano siano considerare un segno di civiltà da coltivare e non da reprimere.
