Il trasporto pubblico che schiaccia la città

Il trasporto pubblico che schiaccia la città

PESCARA – Il trasporto pubblico locale dovrebbe essere un servizio alla mobilità della Città: dovrebbe analizzare i bisogni dei cittadini, fare un piano degli spostamenti e degli orari, semplificare le grandi richieste di mobilità verso una zona particolarmente trafficata, in modo da rendere vivibile per tutti la città, diminuendo lo spazio dedicato alle auto a beneficio di tutte le utenze. Il traporto pubblico possiamo dire che come missione dovrebbe avere quella di liberare lo spazio nelle Città, per restituirlo ai cittadini e alle cittadine. Questo accade? Non nella nostra Città.

Purtroppo stiamo assistendo all’esatto contrario: invece che analizzare gli spostamenti indotti da realtà con più dipendenti, come per esempio l’Ospedale Civile, e costruire la rete in maniera che il personale possa entrare per tempo per l’inizio turno di lavoro, TUA si preoccupa di fare in modo che le linee, scelte a priori, debbano essere utilizzate per forza. E come si raggiunge questo obiettivo? Sopprimendo altre linee.

Questa visione al contrario è chiarissima in queste ore: invece che liberare spazio per i cittadini, da oggi TUA occupa lo spazio che da tempo era delle persone, quello della Strada Parco, e per paura che questa nuova linea non venga utilizzata, ecco crearne i presupposti e la necessità rivoluzionando le altre linee, alcune abolendole. Di oggi sono le immagini delle persone spaesate, che senza alcune informazioni né cortesia, si sono trovate linee soppresse e modificate.

In sintesi, in questa modalità al contrario, invece che andare verso i bisogni analizzando le necessità e gli orari degli spostamenti, qui da noi si obbliga a utilizzare un determinato percorso, alla stregua dei grandi centri commerciali che ti obbligano a fare tutto il giro dell’esposizione per raggiungere l’uscita.

Ma il Trasporto Pubblico non deve vendere nulla, deve invece offrire un servizio, e forse per questo motivo si capisce perché Pescara, che è una tra le città che ha più linee in relazione alla propria area territoriale, abbia sempre i bus vuoti con una utenza bassissima.

Con queste premesse di scelte calate dall’alto, oggi è iniziata la corsa dei bus sulla Strada Parco, tra le mille criticità irrisolte, in uno stato di insicurezza e pericolosità stradale.

E l’accadimento di stamattina, cioè la morte del cane, diventa una vera e propria rappresentazione: si è deciso che questa nuova linea parta, schiacciando tutte le logiche e le necessità, schiacciando proteste e domande, e schiacciando di fatto le cittadine e i cittadini.