Le torri che hanno ricevuto l’autorizzazione sul lungo fiume Pescara raggiungono i 50 m di altezza grazie all’utilizzo di tutte le norme tecniche, favor e deroghe.
Tra queste c’è una deroga che viene data per interesse pubblico, perché la ditta lascerà al Comune un appartamento di 120 m² all’ultimo piano: un attico parrebbe.
La domanda sorge spontanea. Cos’è l’interesse pubblico?
120 m² avranno un valore di circa €350.000. Quindi abbiamo una vera e propria monetizzazione di un interesse pubblico.
Le torri sono sul fiume, saranno un vero e proprio muro, un muro al paesaggio, un muro soprattutto all’aria.
Dobbiamo ricordare che il sistema mare – fiume crea dei venti, delle brezze che sono molto importanti per la vivibilità della città. Un respiro che va dal mare verso la collina e viceversa. Questo respiro diventa fondamentale d’estate perché sono solo le brezze che riescono a portare un minimo di giovamento alle grandi calure estive. È per quello che si fa molta attenzione all’altezza degli edifici per cercare di non ostacolare questo ricambio d’aria di aria fresca. Ma quanto vale l’aria fresca? Nessuno riesce a valutarla. Nessuno riesce a valutare la vivibilità a quanto pare, perché vale troppo. Vale così tanto che alla fine vale zero. E quindi le brezze marine, il fiume che porta la sua frescura fino all’interno, hanno valore zero. E un attico di 120 m² assume cosi la buona motivazione per dare tutte le deroghe possibili.
E non è un caso che la stessa ditta abbia ricevuto un cambio di destinazione d’uso urbanistico sul lungomare sud: un altro muro infatti è in costruzione all’altezza dell’ex Cofa. Grazie a questa variazione d’uso il privato ha proceduto con l’investimento per la costruzione di nuove palazzine, che in questo caso bloccheranno la visuale del mare e le brezze marine.
Ma quanto vale la visuale del mare? Probabilmente zero, perché non c’è più.
Simona Barba
AVS Radici in Comune
