In queste ore, in via Tavo, è in corso la demolizione di una tettoia in cemento armato nell’area dei palazzi Clerico: una azione che viene descritta mediaticamente come un mero “show”, mentre andrebbe raccontata come quello che è: una sconfitta di fronte alla gravità della questione Clerico e del disagio sociale della zona.
Nel mandato precedente l’amministrazione Masci, riguardo la questione Clerico, non ha fatto altro che ripetere che aveva fatto già tutto il possibile. Tutti si ricordano l’ex assessore Del Trecco ribadire questo in una riunione pubblica proprio nel quartiere, dimenticando che per interesse pubblico poteva essere ordinata la demolizione.
E dopo pressioni durate anni, proteste, dopo le azioni del Comitato Per una nuova Rancitelli, finalmente a maggio del ’25 è stata varata la prima, tardiva, l’ordinanza di demolizione per gli alti scheletri.
Sappiamo che i Clerico hanno fatto ricorso al TAR contro l’ordinanza e ora si è in attesa del giudizio, mentre il degrado purtroppo è perennemente sotto gli occhi di tutti.
E in questa triste storia, dove i grandi scheletri gettando una sinistra ombra sulle vite del quartiere, sono diventati il simbolo dell’abbandono della nostra periferia, abbandono non solo fisico, ma soprattutto sociale e di servizi, non si può arrivare a oggi 26 agosto, raccontando l’ esultanza per la demolizione di una tettoia in cemento armato, e cioè dei piccoli manufatti presenti ai lati dei grandi edifici.
Sarebbe stato molto più opportuno il silenzio, cercando di programmare e provvedere con interventi che siano veramente d’aiuto a questa parte della città. Azioni efficaci e condivise con i Comitati e i cittadini e le cittadine.
Ricordiamo tutti il vano tentativo che c’è stato di recintare la zona, spendendo senza esito fondi pubblici.. Tentavi senza concretezza.
E una amministrazione con un po’ di rispetto per quella periferia, oggi non avrebbe dovuto gioire.
Non gioire, non esultare e fare uno show per quello che la comunità sta subendo come una nuova sconfitta, dal sapore amare che reca l’attesa infinita.
Se dopo tanto parlare oggi si abbattono semplicemente delle tettoie di cemento armato, ricordando a tutti e tutte quanto sia forte la necessità di interventi concreti e risolutivi, è bene restare in silenzio.
Simona Barba
AVS-Radici in Comune
