Il progetto Megalò 2, che prevede la costruzione di un nuovo centro commerciale nell’ansa del fiume Pescara, rappresenta un rischio idrogeologico inaccettabile per la nostra città e per tutti i territori attraversati dal fiume. Come ho evidenziato durante il mio intervento in Consiglio comunale il 1-04-25, questa opera violerebbe i principi fondamentali di prevenzione e precauzione che dovrebbero guidare qualsiasi intervento sul nostro territorio.
UN RISCHIO IDROGEOLOGICO EVIDENTE – È importante ricordare che Megalò 1 è già stato classificato tra i dieci edifici più pericolosi d’Italia proprio per la sua collocazione in un’ansa fluviale. Con Megalò 2 andremmo a coprire l’intera ansa, aumentando esponenzialmente il rischio. Le vasche di laminazione esistenti e in costruzione sono assolutamente insufficienti a gestire le piene significative del Pescara, che si verificano con cadenza di 25-30 anni.
La costruzione in quest’area convoglierebbe una mole d’acqua di potenza impressionante verso Pescara, mettendo a repentaglio l’incolumità dei cittadini e la sicurezza delle infrastrutture. Non possiamo permetterci di ignorare questi pericoli, soprattutto alla luce di quanto accaduto recentemente in Emilia-Romagna. I cambiamenti climatici non risparmiano l’Abruzzo, anzi: la nostra regione è una delle “più rosse” nella mappa del rischio idrogeologico nazionale.
UNA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE INSUFFICIENTE – È sconcertante che la Valutazione di Impatto Ambientale per questo progetto sia stata considerata “in sanatoria”, con una sanzione amministrativa di appena 35.000 euro per opere già realizzate abusivamente. Una cifra irrisoria rispetto alla portata degli interventi e ai potenziali danni. Le associazioni ambientaliste hanno già annunciato ricorsi contro questa valutazione, che appare chiaramente inadeguata rispetto alla gravità dei rischi.
L’ULTERIORE DEPRESSIONE ECONOMICA – Non possiamo nemmeno giustificare questo progetto con presunte ricadute economiche positive. Ormai è ampiamente dimostrato che la costruzione di grandi centri commerciali provoca un’ulteriore depressione economica, danneggiando il tessuto della piccola imprenditorialità locale e svuotando i centri cittadini. In un momento di fragilità economica come quello attuale, favorire un modello che impoverisce il commercio di prossimità è un errore strategico imperdonabile.
IL CONTRATTO DI FIUME: UNA RESPONSABILITÀ CONDIVISA – Voglio ricordare che esiste un Contratto di Fiume, sottoscritto da tutti i sindaci dei comuni attraversati dal Pescara, che ha tra i suoi obiettivi primari proprio la sicurezza idrogeologica. Questo strumento riconosce la natura sovracomunale delle questioni territoriali: il fiume non appartiene a un singolo comune, ma a tutti i territori che attraversa. Ciò che accade a monte ha conseguenze dirette a valle.
È fondamentale che il nostro sindaco si confronti attivamente con gli altri primi cittadini firmatari del Contratto e con la Regione per opporsi a un progetto che minaccia la sicurezza di tutti.
UN NUOVO CORSO PER PESCARA – È tempo che Pescara inizi un nuovo corso, caratterizzato da una maggiore consapevolezza e responsabilità verso ciò che accade anche nei comuni limitrofi. Il territorio non conosce confini amministrativi, e le politiche urbanistiche e ambientali devono riflettere questa realtà.
Come ha sottolineato il professor Pileri del Politecnico di Milano, la pianificazione territoriale in Abruzzo è particolarmente arretrata, con leggi che non riescono a impedire costruzioni in aree ad alto rischio. È nostro dovere, come amministratori pubblici, colmare queste lacune con scelte responsabili e lungimiranti.
UN APPELLO ALLA RESPONSABILITÀ – la tutela dell’incolumità pubblica deve essere il nostro primo faro. Non possiamo ignorare i segnali di allarme che provengono dal mondo scientifico e dalle esperienze di altri territori. Dobbiamo sentirci responsabili di quanto sta accadendo e di quanto potrebbe accadere se non agiamo con prudenza.
Il blocco del progetto “Città della Musica” per problematiche idrogeologiche simili dovrebbe essere un precedente significativo. Non possiamo applicare due pesi e due misure quando si tratta della sicurezza dei cittadini.
Pescara merita un futuro sostenibile, che rispetti l’ambiente e protegga la sua popolazione. Il progetto Megalò 2, così com’è concepito, rappresenta una minaccia concreta a questo futuro. È nostro dovere opporci con determinazione e proporre alternative che coniughino sviluppo economico, tutela ambientale e sicurezza idrogeologica.
Simona Barba, Consigliera comunale AVS Radici in comune

