Oggi la consigliera di Avs – Radici in comune Simona Barba ha ben scandito, in occasione della conferenza stampa del coordinamento NO G7 Pescara tenutasi in prossimità del comune, quanto sia importante che la società civile pescarese si stia mobilitando con coscienza e consapevolezza.
Sono infatti circa 40 le sigle che aderiscono al coordinamento No G7, voci eterogenee e unite nella strenua difesa dell’articolo 11 della costituzione. La costosissima passerella del G7 non avviene in una sonnacchiosa città di provincia: le cittadine e i cittadini di Pescara sono informati sulle politiche di distruzione economica, ambientale e sociale di un G7 che abusa di una stanca formula di riunione oramai intollerabile poiché stridente con il clima di gravissima emergenza umanitaria, che coinvolge in primis il popolo palestinese.
A tal proposito il ministro Tajani, ospite d’eccezione al G7 Pescara, è reduce da un incontro che si è appena tenuto con Netanyahu, responsabile anche dei recenti e ripetuti attacchi all’Unifil. Per tutta risposta il ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale ha garantito nuove commesse militari: un nuovo centro per l’addestramento di piloti di elicotteri militari a La Spezia verrà affidato alla Elbit Systems, punta di diamante della macchina bellica israeliana. La contraddizione è violenta e sotto gli occhi di tutti. Non è investendo in armi che costruiremo un futuro di pace.
L’Italia ripudia la guerra. Il popolo italiano non vuole che si investa più un solo centesimo in armi utilizzate nei conflitti in corso e nella pulizia etnica della Palestina.
Occorrono investimenti per garantire il diritto alla salute, all’istruzione, a vivere in un ambiente sano e protetto, ora!






