PARCO CENTRALE: UN ENORME POTENZIALE SVILITO

PARCO CENTRALE: UN ENORME POTENZIALE SVILITO

PESCARA – Le parole di Sospiri all’apertura della presentazione del progetto del primo lotto Area Risulta spiegano benissimo qual è la visione per questo spazio. Sospiri ha dichiarato: “Come sarà bello, dal centro di Pescara andare in auto comodamente fino al centro di Roma e viceversa, parcheggiando in centro“.

Si capisce così chiaramente che per la mentalità antica dei nostri amministratori tutto deve essere fondato sull’auto. E infatti nel progetto presentato il parcheggio multipiano diventa la nuova cattedrale della città: costruito su piano rialzato con la piazza sottostante e le linee prospettiche che lo descrivono. Nulla si può dire ai progettisti dell’esecutivo in quanto hanno dovuto ricalcare il già purtroppo noto masterplan dell’architetto Lepore, che di fatto già aveva chiaramente indirizzato tutte le scelte: scelte di indirizzo antico, che non si basano su una visione della città che verrà, analizzando bisogni e flussi, ma su vecchie idee di mobilità, di attrattori di traffico, di simboli di potere.

Lo stesso progettista della Ditta vincitrice della gara di appalto ha dichiarato che l’Amministrazione aveva le idee molto chiare, a lui quindi è rimasto il compito di tessere al meglio e armonizzare aree e elementi vincolanti: un esecutivo appunto, quello che oggi è stato presentato. Le scelte erano state già prese.

Il parco, come sempre ho detto, si è ristretto. I famosi 6 ettari sono diventati 3, solo 284 alberi.

Questa è l’area del famoso Parco Centrale finanziato dalla Fondazione PescarAbruzzo.

Non quindi 6 ettari. Se altri spazi verdi si ricaveranno certo questi non faranno parte della progettazione unitaria del Parco, visto che già si conteggia affanosamente l’area del Bingo e qualche altra area residuale per aumentare il conteggio finale.

Il Sindaco ha aperto l’incontro parlando della vocazione dell’area per il verde, ma il progetto di massima dell’intera area nega questa sua affermazione.

La grande visione dell’area verde perde pezzi e sarà vincolata per sempre dai parcheggi che saranno alle due estremità, i grandi silos, e poi il palazzo della regione che deturperà irrimediabilmente l’unitarietà e la sostenibilità di tutta l’ area. La vocazione a verde si è ristretta in un piccolo sogno di un parco di appena 3 ettari, come quello dell’ex caserma di Cocco, punteggiato da fiori e da 1000 mq di negozi che nascono tra i cespugli.

L’occasione perduta è il fatto di non avere avuto l’intelligenza di capire quale doveva essere la strada da intraprendere: ora che abbiamo i fondi, ora che abbiamo una nuova sensibilità e un piano redigendo del Verde che individua l’area di Risulta come Bosco Urbano, ora che le conoscenze ci dicono che la mobilità non può concentrarsi sull’auto, ma su un trasporto pubblico razionale ed efficiente, che allontani le vetture dal centro, a Pescara andrà invece in scena un progetto degli anni 70, dove il fulcro centrale sarà un palazzone del potere, i parcheggi a fare da contrafforti armati e il verde a quel che rimane.

Si potevano pensare parcheggi flessibili, si poteva pensare a una struttura che potesse essere rimodulabile e magari smontabile, come hanno già fatto in città europee, in attesa che la nostra mobilità si evolvesse. Purtroppo anche la governance della nostra mobilità è arretrata di 40 anni, visto che siamo l’unica città nella quale si pensa ancora che un terminal bus si debba organizzare con i bus fermi, parcheggiati, mentre al contrario i terminal bus si progettano come fermate degli autobus che passano, lasciano, caricano e ripartono, non vincolando uno spazio importante e strategico agli stalli, come i nostri famosi 30 bus.

E purtroppo l’arretratezza culturale di TUA è in perfetta sincronia con l’arretratezza delle amministrazioni, Regionale e Comunale, e il destino dell’Area di Risulta sarà già vecchio prima di nascere.

Ci diranno “allora vuoi che rimanga tutto così”, banalizzando il pensiero e il dibattito.

E appunto, da banale in banale, il cuore della nostra città verrà svilito, senza sfruttare l’enorme potenzialità di rigenerazione urbana, della quale necessitiamo disperatamente.

E quando vagheremo tra il palazzone della Regione e i silos e il terminal bus, con le auto necessariamente convogliate in questa area, qualcuno ricorderà che una altra progettazione sarebbe stata possibile ma che la politica non va d’accordo con la competenza e con l’analisi dei bisogni futuri.

Simona Barba – Consigliera comunale AVS Radici in Comune