PESCARA – L’amministrazione comunale di Pescara sta preparando un ricorso al TAR contro la decisione dell’Autorità di Bacino del centro Italia per l’aggiornamento al Piano stralcio difesa alluvioni (PSDA).
Circa 3 mesi fa l’Autorità di Bacino, dopo gli studi dell’Università dell’Aquila, ha ridefinito le zone di pericolosità in caso di alluvioni e esondazioni del fiume Pescara. In questo nuovo piano si è evidenziata come la pericolosità alluvionale per la città di Pescara Centro e Portanova, sia aumentata passando al livello P4, il massimo livello di allerta.
Il Comune di Pescara per prima cosa ha effettuato delle osservazioni e ora, impaziente per le risposte che tardano, ha dichiarato di percorrere addirittura la strada del ricorso amministrativo contro il piano attuale.
Tutte le strade si stanno percorrendo per cercare di bloccare le nuove disposizioni e restrizioni, ma non ci si sofferma per capire effettivamente che cosa ci stia dicendo l’Autorità di Bacino. I cambiamenti climatici, con le conseguenze degli eventi meteo improvvisi ed eccezionali, possono portare ad alluvioni ed esondazioni che una volta non potevamo neanche immaginare.
Abbiamo tutti in mente cosa è successo in Emilia-Romagna che in ben 9 mesi ha dovuto sopportare addirittura due eventi eccezionali (piene millenarie) che mai prima si erano registrati.
Il nostro territorio è sempre più fragile perché è sempre più cementificato. Eppure quando arriva un Piano di previsione che ci mette sul tavolo e ci evidenzia la fragilità del nostro territorio e che cosa questo potrebbe comportare in caso di eventi meteo eccezionali, il primo pensiero va alle costruzioni e ai grandi progetti che in questo momento sono di fatto bloccati dalle norme attuative.
L’amministrazione si sta affannando perché sono in pericolo il progetto sull’area di risulta e sull’area ex Cofa, progetti che oggi, con le nuove disposizioni dell’autorità di bacino, non è possibile continuare, oppure si pensa alle demo-ricostruzioni, con le palazzine che raddoppiano le altezze, anche esse bloccate. Solo a questo si pensa. Eppure un momento così importante dovrebbe occasione di riflessione e azione conseguente: che cosa sta succedendo in questo territorio?
Invece di pensare a fare ricorso al TAR contro l’Autorità di Bacino, forse bisognerebbe cominciare a pensare insieme a tutti i comuni che sono sul fiume Pescara che cosa si possa fare per prevenire e migliorare questa nostra fragilità. Ma nessuna discussione è in tal senso.
Mentre l’Autorità di Bacino ci sta avvertendo, le amministrazioni dovrebbero rimboccarsi le maniche per capire come si possa mitigare tutto questo, in che modo possiamo ritornare alle prescrizioni precedenti, in che modo possiamo migliorare la nostra situazione territoriale, e cioè come fare a liberare le aree che sono di pertinenza del fiume, come bloccare tutti quanti gli interventi dentro le anse e nelle zone di pertinenza del fiume, come rinaturalizzarlo lungo tutto il corso, come creare zone decementificate all’interno della città che possano assorbire l’acqua. Nulla di tutto questo, si pensa a fare ricorso, si pensa agli avvocati.
Quando qualche mese fa presentai l’Ordine del Giorno in cui si chiedeva di fare il possibile per bloccare il progetto di Megalò 2 sull’ansa del fiume Pescara, mi fu risposto che non era nostra competenza parlare di fatti extracomunali e l’ordine del giorno fu velocemente bocciato senza discussione. Eppure è propria nostra responsabilità, perché tutto ciò che succede lungo il fiume ci riguarda, e le conseguenze sono di nuovo leggibili nel nuovo Piano che l’Amministrazione si affanna a bloccare.
I nuovi progetti sono da salvare, poco importa se poi ci saranno poi dei danni. L’importante è seguire semplicemente le linee già tracciate, linee tracciate che però sono frutto di una vecchia gestione del territorio, di una vecchia idea di sfruttamento del suolo che oggi non è più possibile continuare a fare. Per il progresso meglio bendarsi gli occhi e andare avanti senza riflettere.
Come la scena dello Squalo di Steven Spielberg di quando il capo della polizia va dal sindaco a dire “C’è uno squalo, bisogna dirlo ai bagnanti!” E il Sindaco risponde “ E poi quanti soldi perdiamo se i turisti vanno via? Facciamo finta di niente.”
Facciamo continuare tutto così com’è.
Simona Barba – Consigliera comunale AVS – Radici in comune

