PESCARA – Quello che continua ad accadere sul caso dei nuovi asili costruiti in via Fornace Bizzarri e in via Santina Campana è emblematico dell’atteggiamento che da tempo si denuncia: la mancanza dell’obiettivo e della sua visione nel tempo. L’amministrazione, nella scelta di aderire ai fondi PNRR per le nuove costruzioni degli asili, e non per l’adeguamento o ristrutturazione degli edifici esistenti, ha creato una guerra tra servizi, entrambi essenziali: asili nido contro spazi verdi e comunità.
Per un asilo si è distrutto il parco di via Fornace Bizzarri, curato e amato dalle persone del quartiere. Per l’altro asilo si sono distrutti degli Orti Urbani, quelli di via Santina Campana, attraverso i quali si era formata una comunità che aveva tolto dal degrado la zona dei Colli.
Ora, avuti i finanziamenti per la costruzione, ci si trova a fare i conti con l’onere della gestione per il suo funzionamento. I ritardi sono evidenti, non esistono appalti per la gestione, e gli asili non compaiono nell’offerta formativa per il prossimo anno scolastico. Non ci sono fondi effettivamente stanziati.
La riflessione quindi è dovuta: se l’obiettivo è ottenere semplicemente un finanziamento, come nella situazione che si sta descrivendo, è chiaro che si perde di vista invece il vero obiettivo, cioè l’investimento per l’interesse della comunità.
Distruggere beni comuni essenziali non può essere mai una strategia di investimento. Costruire senza avere la certezza della conduzione non porterà poi mai da nessuna parte. Spesso si pensa che la parte più difficile sia la realizzazione, dimenticando invece che la parte maggiormente onerosa è proprio la gestione nel tempo. Ma il tempo, il protagonista maggiore, non viene quasi mai valutato quando ci si affretta a decisioni che oramai appaiono semplicemente impulsive.
Ora siamo al punto che le strutture rimarranno li, in attesa di trovare fondi per una futura gestione, magari deperiranno, come tutte le strutture inutilizzate, davanti a una comunità attonita che comincia a percepirle come simbolo di sfregio, senza logica e buon senso.
Il concetto del tempo invece è ben presente nella mancanza delle comunità: sono due anni che gli orti non producono piu, sono due anni che i bambini e le bambine non giocano nel parco, due anni duranti i quali magari un maggior approfondimento e analisi avrebbero potuto garantire la conservazione dei beni distrutti e la visione per dei nuovi asili, questa volta funzionanti.
Simona Barba – Consigliera AVS-Radici in Comune
