PESCARA – Questa mattina, durante la Commissione Controllo e Garanzia, abbiamo fatto il punto sulla situazione dell’area ex Filanda, insieme ai consiglieri e al Comitato EX Filanda, per la tutela e la valorizzazione del sito. Purtroppo, ci siamo trovati di fronte a una realtà sconcertante: l’iter della variante urbanistica, che prevedeva il trasferimento delle volumetrie possibili in un’altra area, si è rivelato un castello di carte destinato a crollare.
La funzionaria del Comune ha chiarito che la soluzione ipotizzata in questi anni non è praticamente realizzabile per quanto ci siano delibere di indirizzo approvate negli anni.
Questo significa che tutti gli sforzi fatti dai Comitati per liberare l’area dall’incombenza delle volumetrie edificabili si sono rivelati vani. Comprensibilmente, il Comitato ha espresso il proprio sconforto di fronte a questo nulla di fatto e si riserva di comprendere meglio per eventuali azioni partecipative.
Tuttavia, c’è un aspetto positivo su cui si è registrata una convergenza: il Casino di Caccia va assolutamente ristrutturato. La Soprintendenza ha già dato indicazioni in tal senso, e anche la maggioranza si è detta favorevole. Si apre quindi la possibilità di collocare all’interno di questo edificio una parte della progettazione proposta dal Comitato ex Filanda, offrendo finalmente una prospettiva concreta di recupero e valorizzazione.
Resta però la questione cruciale dell’area dell’ex Filanda: secondoi Consiglieri di maggioranza, la strada è segnata e non si può far nulla. Noi, insieme al comitato, non siamo d’accordo. Non possiamo accettare che anni di battaglie vengano vanificati da tecnicismi urbanistici e decisioni ormai datate, e a detta di tutte, sbagliate.
Da una parte, c’è chi sostiene che il piano regolatore e le convenzioni in essere non permettano alternative. Dall’altra, c’è chi – come noi – crede che valga la pena approfondire, analizzare ogni possibilità e non arrendersi a un’inerzia ingiustificata. Non possiamo lasciare il destino di un’area così importante esclusivamente nelle mani dei privati, né accettare passivamente gli errori del passato. Se i parametri urbanistici dell’area sono statisbagliato, è nostro dovere cercare di correggerli, invece di rassegnarci alle sue conseguenze.
La battaglia per l’ex Filanda non si ferma qui. Continueremo a cercare soluzioni e a difendere l’interesse della collettività, con l’obiettivo di restituire a Pescara un’area di grande valore storico e culturale, che dovrebbe diventare il Parco dei Gelsi, importante memoria verde per la Città
Simona Barba – Consigliera comunale AVS-Radici in Comune
