PESCARA – Alla notizia del crollo di un pino adiacente alla stadio , il Comune ha risposto prontamente che il pino era controllato e stava bene e in salute (omettendo stranamente che era nero e infestato da cocciniglia..).
E per dare modo di far capire come sia sotto controllo la gestione del verde nella stessa nota si comunica che saranno invece abbattute le famose 5 querce tra via Pizzoferrato e via Arapietra, come a dire che sia un valore aggiunto abbattere, perchè noi ci teniamo al verde e alla sicurezza.
Quindi si scopre oggi dalla stampa che le 5 querce, il cui abbattimento era stato bloccato dalla sottoscritta a gennaio, saranno inevitabilmente perse. Fatti non parole! Tutto sotto controllo! Dice questa amministrazione.
Merita pero ricapitolare la storia delle 5 querce: nel 2023 le nostre care roverelle vengono inserite nella lista di abbattimento per rischio immediato di crollo. Per ben 3 anni le querce rimangono lì, rigogliose e splendide sentinelle del nostro paesaggio.
Il 20 gennaio del 26, visto il rischio di crollo immediato descritto nella relazione del 2023, si decide di procedere (con tempestività) all’abbattimento e così la prima, la n 10595 (codice identificativo del catasto degli alberi) viene abbattuta.
Come consigliera, insieme alle associazioni ,chiedo una seconda valutazione delle 4 alberature rimaste, visto che il rischio di crollo immediato paventato 3 anni prima non è certo coerente con lo stato delle piante.
E cosa fa la nostra amministrazione? Fa fare una seconda valutazione allo stesso tecnico che ha effettuato la prima, quando sarebbe scontato che quando viene richiesto un consulto, come quando si va da un medico, si preferisca avere un secondo parere differente, un altro punto di vista.
Eppure di nuovo lo stesso tecnico viene incaricato, e fa una seconda perizia il 3 febbraio del 2026, (allegato) dove si riconferma nuovamente l’abbattimento delle 5 querce. Già, sono ancora 5 benchè una sia stata abbattuta il 20 gennaio, la 10595.
E quindi diventa molto interessante la valutazione postuma della quinta quercia al 3 /02 2026 da parte del tecnico, e anche il conteggio da parte di questa amministrazione, visto che nella nota di oggi si ricorda sempre che 5 sono quelle da abbattere, benché una da tempo non ci sia più…
E’ in questo modo che stiamo perdendo il nostro capitale arboreo: non c’è cura di salvaguardia, non ci sono azioni di restauro, ma solo perizie che vanno e vengono, che ai fatti si possono rivelare incomplete e incongruenti.
- L’Amministrazione attuale se si professa promotrice del verde perché non dà forza al Settore del Verde? Perché lo priva di professionalità, competenze e risorse esponendosi a una tale incuria che porta la distruzione del nostro patrimonio arboreo?
- Perché non si vuole approfondire una questione incresciosa dal punto di vista procedurale ed etico che porterà a distruggere altre 4 querce?
- Come si fa a negare alla città un vero approfondimento per delle querce secolari invece che nascondersi dietro carte malfatte.
Ma non preoccupiamoci! L’Assessore e Sindaco diranno: è tutto sotto controllo, facciamo perizie accurate, tante accurate che le facciamo anche dopo gli abbattimenti, in modo da dire che abbiamo fatto bene, nulla ci sfugge! E se 5 ne dovremo abbattere, qualcuna la troveremo senz’altro! Quisquilie il fatto che non sappiamo tenere conto di quel che abbattiamo.
E cosi altre querce verranno abbattute, tra carte e contro carte, arrecando alla città una perdita impossibile da compensare, un danno ambientale per noi e per le future generazioni.
Simona Barba – Presidente Radici in Comune
Qui la relazione: VRA-QUERCE



