Il nuovo Centro per l’Impiego: 2 milioni per soli 60 mq in più

Il nuovo Centro per l’Impiego: 2 milioni per soli 60 mq in più

La Regione finanzia il Comune di Pescara per l’acquisto di una sede in Piazza Garibaldi, giudicando “inadeguata” quella attuale in via Passolanciano. Ma i numeri svelano il paradosso: si passa da 680 a 739 mq. A incassare l’assegno è la società di Nicola Petruzzi, noto imprenditore della sanità privata. Una spesa milionaria che solleva dubbi sulle priorità della spesa pubblica.

Due milioni di euro. È questa la cifra che la Regione Abruzzo, tramite il Comune di Pescara, si appresta a spendere per risolvere l’emergenza spazi del Centro per l’Impiego (CPI). Un’operazione immobiliare, giustificata dall’urgenza di trovare locali più idonei rispetto alla storica sede di via Passolanciano. Ma leggendo le carte della Proposta di Delibera n. 141, appena approdata in Consiglio Comunale, i conti non sembrano tornare.

Il cuore della questione è puramente matematico. Dal 2003 il CPI è ospitato in un immobile della Provincia in via Passolanciano. Superficie: 680 mq. La Regione Abruzzo, titolare delle politiche del lavoro, ha bocciato questa sede definendola inadeguata “sotto il profilo strutturale e dimensionale”.
La soluzione la trova il Comune di Pescara che individua un immobile in Piazza Garibaldi n. 10/11. Superficie complessiva: 739 mq. La differenza, calcolatrice alla mano, è di appena 59 metri quadrati. In pratica, la dimensione di un bilocale. È per questo “delta” irrisorio che si muove una macchina finanziaria da oltre 2 milioni di euro.

A chi vanno i soldi – A rendere la vicenda ancor più spinosa è l’identità del venditore. L’immobile selezionato è la ex sede della Sanstefar, ora trasferitasi su via Rigopiano, di proprietà della Immobiliare P&G Srl, società a socio unico che fa capo a Nicola Petruzzi. Un nome che a Pescara e in Abruzzo non ha bisogno di presentazioni: è uno dei più noti imprenditori nel settore della sanità privata e della riabilitazione.

Il cortocircuito è evidente: mentre il sistema sanitario pubblico regionale annaspa tra liste d’attesa infinite e carenza di fondi, la stessa Regione stacca un assegno milionario per acquistare uffici proprio da un big della sanità privata. Un trasferimento di risorse pubbliche che, seppur legittimo sotto il profilo formale, appare politicamente molto stridente in un momento storico di sofferenza strutturale per i servizi essenziali e per la sanità. Era opportuno?

I costi dell’operazione – La Regione ha stanziato un budget totale di 2.125.000 euro. Di questi, 1.783.783 euro andranno alla società di Petruzzi per l’acquisto dei muri. Poiché l’immobile non è pronto all’uso, bisogna aggiungere altri 173.562 euro per lavori di adeguamento – che saranno eseguiti sempre sotto l’egida della proprietà ma pagati con fondi pubblici – e circa 90.000 euro di spese notarili. Il totale dell’intervento sfiora i 2,05 milioni di euro. Una cifra che copre esattamente l’obiettivo di spesa prefissato dalla stessa Regione.

Resta da capire se “l’inadeguatezza” della vecchia sede fosse tale da giustificare un esborso simile per un guadagno di spazio così marginale. Le carte parlano di necessità di nuovi layout, privacy e standard di sicurezza. Ma la sensazione che rimane, scorrendo le cifre della delibera, è quella di un’operazione nata per spendere un budget disponibile piuttosto che per ottimizzare le risorse pubbliche.

Poteva essere scelto almeno un immobile in periferia, implementando i servizi carenti, cercando di riqualificare zone spesso abbandonate; si sarebbe potuto scegliere di ristrutturare altri immobili pubblici. Ma la Regione ha fretta, non c’è tempo per ristrutturare.
E mentre 2 milioni di euro passano dalle casse della Regione a quelle di un privato della sanità per spostare scrivanie di qualche chilometro, i cittadini e le cittadine continueranno a chiedersi se quelle risorse non servissero, forse, più urgentemente altrove.

E al Consiglio Comunale di oggi è richiesta, come sempre, la ratifica di decisioni prese da lontano.

Simona Barba – AVS-Radici in Comune