L’insostenibile leggerezza dell’incompetenza

L’insostenibile leggerezza dell’incompetenza

L’incompetenza, in qualsiasi ambito, rappresenta un ostacolo al buon funzionamento di un sistema, sia esso amministrativo, aziendale o sociale. Si manifesta attraverso scelte sbagliate, mancanza di visione, incapacità decisionale e inefficienza operativa.

E’ evidente che è un lusso che le città di oggi non si possono permettere.

Un futuro sostenibile per le città richiede scelte consapevoli basate su innovazione, responsabilità e coinvolgimento attivo della comunità e soprattutto sulla consulenza di figure professionali in grado di fornire ad oggi la miglior strategia possibile su organizzazione del territorio, mobilità, tutela ambientale e miglioramento della qualità della vita urbana; Solo così sarà possibile costruire ambienti urbani inclusivi e rispettosi dell’ambiente, in grado di garantire benessere alle generazioni presenti e future. La crisi climatica ci impone di agire con urgenza: le decisioni di oggi determineranno il domani.

È dunque fondamentale adottare strategie che bilancino sviluppo economico, equità sociale e tutela ambientale. La sostenibilità urbana non è solo una necessità, ma un’opportunità per migliorare la qualità della vita dei cittadini e rendere le città più pronte a far fronte ai cambiamenti climatici.

Occorre, innanzitutto, operare con la massima competenza possibile, sfruttando al meglio le conoscenze e le tecnologie disponibili. È necessario agire su più fronti:

  • Pianificazione urbana intelligente, favorendo lo sviluppo di città a misura di persona con quartieri autosufficienti
  • Riqualificazione degli spazi pubblici, recuperando edifici degradati senza consumare nuovo suolo
  • Aumento delle aree verdi, attraverso la creazione di parchi e giardini per migliorare la qualità dell’aria e mitigare l’effetto isola di calore
  • Efficienza energetica e fonti rinnovabili, per ridurre l’impatto ambientale
  • Gestione intelligente dei rifiuti, promuovendo il riciclo e l’economia circolare
  • Inclusione sociale e benessere dei cittadini, garantendo accesso a servizi essenziali, sicurezza e spazi di aggregazione.

Purtroppo, ciò che sta accadendo da tempo a Pescara sembra andare nella direzione opposta.
Ed è lecito chiedersi se si tratti di una precisa volontà o, più semplicemente, di una grave mancanza di competenza.

L’arrivo dei fondi PNRR ci avrebbe aiutato enormemente a operare già in sintonia con gli obiettivi che ci impone la crisi climatica, ma ciò non è avvenuto e, se possibile in alcuni casi, si è scelto di andare nella direzione opposta. L’incompetenza amministrativa non solo ostacola lo sviluppo sostenibile, ma genera danni economici, sociali e ambientali difficili da recuperare.

Attenzione, non si tratta solo di errori tecnici che possono essere corretti nel tempo, ma di conseguenze dirette sulla vita delle persone. Gli effetti sono già evidenti, non solo sprechi di denaro e investimenti sbagliati, ma anche infrastrutture inefficienti, strade dissestate, trasporti pubblici mancanti o fuori misura, scarsa manutenzione delle periferie e un verde urbano trattato come spazio vuoto da riempire arbitrariamente, sfiducia da parte della cittadinanza che si è vista alle volte inascoltata, se non proprio abbandonata.

Tutto questo ha compromesso la vivibilità della città, aumentato il rischio di incidenti (Viale Marconi, Strada Parco), peggiorato i servizi sanitari (file interminabili per accedere alle cure) e generato un profondo senso di sfiducia nelle istituzioni, con un conseguente calo della partecipazione politica e un clima di rassegnazione.

L’incompetenza non è solo una mancanza di conoscenza, ma un pericolo concreto per il benessere di una società.