Riserva Dannunziana: dopo la strada, ecco il muro!

Riserva Dannunziana: dopo la strada, ecco il muro!

La gestione della Riserva Naturale Regionale Pineta Dannunziana di Pescara continua a suscitare numerose polemiche, a causa di decisioni che sembrano spesso trascurare i principi fondamentali della tutela ambientale. Ultimo degli interventi più controversi è ora rappresentato dalla costruzione di un muro di perimetrazione, un’opera che solleva domande sulla sua necessità, sostenibilità e coerenza con le finalità della Riserva.

Mancanza di una gestione scientifica e visione strategica – Uno dei principali problemi evidenziati è la carenza di una gestione scientifica della Riserva. La mancata costituzione di un Comitato di Gestione attivo e di una Direzione scientifica, nonostante queste figure siano previste dal Piano di Assetto Naturalistico (PAN), ha portato a decisioni prese in maniera unilaterale e prive di adeguate valutazioni tecniche. La costruzione del muretto sembra inserirsi in questa logica, con scarsa considerazione di soluzioni alternative più ecologiche, come l’utilizzo di una barriera verde.

Decisioni unilaterali e priorità infrastrutturali – La costruzione del muretto non è un caso isolato. Si inserisce in un contesto più ampio in cui il Comune di Pescara, come Ente gestore della Riserva, ha spesso operato in modo unilaterale. Un esempio emblematico è la costruzione della strada denominata “Pendolo” all’interno del perimetro della Riserva, un’opera per cui sono stati abbattuti alberi, la rimozione di terreno fertile e l’impermeabilizzazione del suolo. Questo modus operandi indica una chiara priorità verso le esigenze infrastrutturali, a scapito della tutela ambientale.

Criticità tecniche e mancanza di alternative ecologiche – La scelta di realizzare un manufatto in cemento, come il muretto, riflette una mancanza di visione e creatività nella gestione del patrimonio naturale. Una barriera verde, composta ad esempio da siepi o arbusti autoctoni, avrebbe potuto garantire una soluzione più sostenibile e in linea con gli obiettivi di conservazione della Riserva. Tuttavia, non ci sono evidenze che tale alternativa sia stata seriamente presa in considerazione.

Discrepanze nelle dichiarazioni ufficiali – Le dichiarazioni rilasciate dall’assessore Cristian Orta e altri rappresentanti del Comune mancano di dettagli specifici sull’intervento del muretto. Questa opacità si aggiunge alle discrepanze già emerse in altri ambiti, come la contestata modifica dei confini della Riserva e la gestione delle superfici verdi. Ad esempio, mentre il Comune ha dichiarato di aver recuperato 22.000 m² di area verde, altri calcoli indicano che il reale guadagno è non più di 4.000 m², considerando solo l’area occupata dal “Pendolo”.

Il muro? c’era già! – La ricostruzione di un vecchio muretto, ora di rispetto di una strada, nella Riserva Naturale Regionale Pineta Dannunziana è emblematica di una gestione poco trasparente e scarsamente orientata alla sostenibilità. La mancata valutazione di alternative ecologiche, unita all’assenza di una visione scientifica e strategica, rende questo intervento un ulteriore esempio delle criticità che caratterizzano la gestione della Riserva. Per garantire una tutela efficace del patrimonio naturale, è fondamentale adottare un approccio più trasparente, partecipativo e basato su solide basi scientifiche.

Timeline degli eventi principali:

  • 2000: Istituzione della Riserva Naturale Regionale Pineta Dannunziana.
    2001: Il Comune di Pescara viene designato Ente Gestore.
    2018: Adozione del Piano di Assetto Naturalistico (PAN).
    2021: Costruzione della strada “Pendolo” e incendio devastante nella Riserva.
    2025: Costruzione di un muro dentro la Riserva.