Il senso del recinto del Comune di Pescara: il caso del parco ex Caserma Di Cocco

Il senso del recinto del Comune di Pescara: il caso del parco ex Caserma Di Cocco

PESCARA – Nel corso dell’ultima seduta del Consiglio Comunale di Pescara, la consigliera comunale Simona Barba (AVS-Radici in Comune) ha presentato un emendamento significativo volto a rivedere l’allocazione dei fondi destinati alla manutenzione straordinaria della recinzione della Caserma Cocco. La proposta prevede lo spostamento di 500.000 euro, originariamente destinati al rifacimento della recinzione, verso la ristrutturazione e riqualificazione di immobili comunali da destinare a centri di aggregazione per attività artistiche ed educative.

La consigliera ha sottolineato come questa proposta si inserisca in una logica di ottimizzazione degli investimenti, puntando su una maggiore apertura degli spazi pubblici anziché sulla loro chiusura. “Inutile continuare a chiudere questi parchi, inutile continuare a dire che è un problema di sicurezza“, ha dichiarato Barba, evidenziando come anche il futuro Parco Centrale nell’area di risulta non preveda recinzioni.

L’idea di eliminare la barriera fisica attorno alla Caserma Cocco è in linea con il masterplan dell’Università, che immagina un’apertura dell’area verde verso la cittadinanza e il Largo San Luigi. Questa visione, accolta favorevolmente dal professor Fusero e dal Dipartimento di Architettura, si basa su studi scientifici condotti dalla Facoltà di Scienze e Habitat Sostenibili, che hanno indicato l’importanza di spazi pubblici accessibili e integrati nel tessuto urbano.

Nel suo intervento, Simona Barba ha evidenziato anche l’incoerenza tra le dichiarazioni di sostegno alla sostenibilità fatte dal Sindaco e la resistenza al cambiamento dimostrata in Consiglio: “Il Sindaco stesso ha applaudito questa visione, lodando il coraggio degli studenti di architettura. Ma allora perché manca il coraggio di abbattere un muro?”.

L’apertura del parco favorirebbe una fruizione più ampia e continua dell’area, coinvolgendo sia la comunità parrocchiale locale che gli studenti universitari, già soliti frequentare la zona per studio e socializzazione. Inoltre, la ridestinazione dei fondi permetterebbe di recuperare edifici pubblici da destinare ad attività culturali e sociali, restituendo spazi di valore alla cittadinanza.

La proposta, oltre a rappresentare un risparmio economico e un investimento nella qualità della vita urbana, si pone come un test di coerenza politica per l’amministrazione comunale. “Ci crediamo davvero alla sostenibilità o è solo una parola vuota nel DUP?“, ha concluso Barba, sollecitando il Consiglio a compiere un atto concreto e coraggioso in favore di una città più aperta e inclusiva.

Simona Barba – Consigliera Comunale AVS – Radici in comune