Riserva regionale “Pineta dannunziana”: respinta la proposta delle associazioni ambientaliste. Radici in Comune: “Serve un vero Comitato di gestione, non un organismo consultivo nominato dalla Giunta”
Pescara – In questi giorni si torna a parlare della gestione della Riserva e della necessità di dotarla finalmente di strumenti efficaci, competenti e trasparenti. Tuttavia, nel comunicato diffuso dall’Amministrazione comunale manca un passaggio fondamentale: ciò che è accaduto la settimana scorsa in Consiglio comunale, quando è stata respinta la proposta elaborata dalle associazioni ambientaliste per la costituzione di un vero Comitato di gestione della Riserva.
Le associazioni avevano presentato una proposta concreta, snella e operativa, costruita a partire da tre principi fondamentali: indipendenza e competenza, partecipazione e trasparenza. Una proposta pensata per rispondere alle reali necessità di un’area protetta, guardando anche a modelli già attivi in altre riserve regionali, come Penne, Vasto e Punta Aderci e tante altre
La proposta prevedeva un Comitato di gestione composto da cinque componenti: una in rappresentanza del Sindaco, una dell’Università, due con esperienza in zoologia e botanica e una rappresentanza espressa dalle associazioni ambientaliste. A questo organismo avrebbe dovuto affiancarsi una direzione esperta nella gestione delle aree protette, con una funzione di raccordo tra indirizzo gestionale ed esecuzione tecnica.
Quello che invece viene annunciato oggi dall’Amministrazione appare, a nostro avviso, decisamente diverso: un ufficio dedicato alla Riserva, ma sempre interno al settore comunale competente, con la direzione scelta dalla Giunta e una commissione con funzione meramente consultiva. È proprio questo il punto critico: un Comitato di gestione non dovrebbe limitarsi a dare pareri, ma dovrebbe essere l’organo chiamato a definire le scelte necessarie per la tutela e la gestione dell’area protetta.
Le associazioni avevano inoltre proposto la possibilità di affiancare al Comitato eventuali consulte o commissioni consultive, senza parere vincolante, una di carattere scientifico e una di carattere ambientalista, recuperando finalmente anche il tema della Consulta del Verde, prevista dal Regolamento del Verde e attesa dal 2007.
Di tutto questo lavoro, però, non si è aperto un vero confronto. La proposta è stata respinta e la scelta finale resta concentrata nelle mani della Giunta: dalla nomina della direzione alla composizione della commissione consultiva. Questo solleva un problema serio di metodo, di trasparenza e di partecipazione democratica.
Radici in Comune, che ha contribuito alla proposta insieme alle associazioni ambientaliste, ritiene che la gestione di una Riserva naturale non possa essere ricondotta a un atto esclusivamente politico-amministrativo. Un’area protetta ha bisogno di competenze indipendenti, di organismi credibili, di partecipazione reale e di una netta distinzione tra indirizzo politico e gestione tecnico-scientifica.
Ringraziamo i consiglieri di opposizione, in particolare Piero Giampietro del Partito Democratico e Paolo Sola del Movimento 5 Stelle, per aver portato in Consiglio comunale, attraverso specifici emendamenti, la proposta elaborata dalle associazioni.
Alla fine resta una domanda politica e democratica: quale ruolo viene lasciato al Consiglio comunale, se le proposte costruite dalla cittadinanza attiva e dalle associazioni vengono respinte senza un vero confronto e le decisioni fondamentali vengono ricondotte esclusivamente alla Giunta?
Radici in Comune chiede che l’Amministrazione riapra il confronto e che la Riserva venga dotata di un vero Comitato di gestione, competente, indipendente e trasparente, capace di tutelare davvero un patrimonio ambientale che appartiene all’intera città.
