Il vicolo della scienza

Il vicolo della scienza

PESCARA – Se alla rosa cambiassimo nome, lei continuerebbe a profumare. Se a un nuovo parcheggio lineare mettiamo un nome altisonante, questo purtroppo non cambierebbe la sua natura. Il cosiddetto Viale delle Scienze inaugurato a nuova vita a Pescara (prima era stato chiamato corridoio verde) è un parcheggio lineare di circa 300 metri di lunghezza, che contiene 80 stalli. Sono 46 invece solo gli alberelli che lo puntinano.

Invocare la scienza in un intervento ascientifico non servirà certo a camuffare l’ inadeguatezza degli interventi nella nostra città. Il filo rosso è sempre lo stesso: c’è una area libera, ancora suolo non consumato, e l’unico pensiero che si riesce a fare è trasformarlo in palazzina, strada o parcheggio, e chiamiamo queste operazioni rigenerazioni urbane.

A guardare dall’alto si capisce perfettamente che non c’era bisogno di una altra strada, visto le grandi arterie di via Falcone e Borsellino e Viale Pindaro. Affermare poi che servono parcheggi, oramai lo sappiamo, è ammettere la sconfitta della politica di mobilità urbana, che non riesce ad analizzare in modo scientifico i problemi e quindi a risolverli.

La scienza ci sta descrivendo con una estrema necessità il bisogno trasformare le strade delle città in aree libere e verdi: la rigenerazione urbana passa ora per la rigenerazione del suolo.  Ma se da noi facciamo il contrario e chiamiamo ancora parcheggi e strade, rigenerazione urbana, si comprenderà che qualcosa inesorabilmente si è rotto nella nostra città nel dibattito culturale e scientifico. Sarà per questo motivo che a Pescara ci si attacca ai nomi, sperando che questi possano modificare le essenze delle cose. In quel lembo di terra doveva essere creato un parco lineare, verde e pedonabile, un respiro tra i massicci volumi edilizi esistenti: una vera rigenerazione urbana.

Chiamare ora quella strada Viale delle Scienze significa dire che la scienza a Pescara è ormai in un vicolo, lungo e stretto, che arriva fino all’ex Cofa, dove sempre in suo nome, si combatterà contro la ragione scientifica del Piano Stralcio Alluvioni e degli adattamenti ai cambiamenti climatici, che ci imporrebbero invece l’arretramento della città dalla linea del litorale, a favore, di nuovo, della rigenerazioni di suolo, territorio per dare le basi a nuovi beni comuni per la comunità.

Restituiamo pertanto il vero nome a quel parcheggio lineare, e chiamiamolo il Vicolo delle Scienze: guardare in faccia la realtà non ci farà più male di come stiamo già.

Simona Barba –  Radici in Comune