Megalò 2 e la VIA dell’assurdo: un “ossimoro” burocratico che ignora il rischio alluvionale

Megalò 2 e la VIA dell’assurdo: un “ossimoro” burocratico che ignora il rischio alluvionale

Pescara – E’ tornato in discussione nel Consiglio Comunale dell’8 maggio l’ordine del giorno sul progetto Megalò 2, un tema che svela inquietanti retroscena sulla gestione del territorio e sulla sicurezza idraulica della nostra città. Al centro della polemica vi è la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) concessa in sanatoria per la costruzione di un mastodontico centro commerciale all’interno dell’ansa del fiume Pescara.

Ciò che emerge da una recente audizione in commissione dell’ingegnere Galeotti del comitato VIA Regione Abruzzo è un meccanismo burocratico che ha dell’incredibile. Secondo la spiegazione fornita, il comitato VIA ha semplicemente seguito la linea tracciata dall’Autorità di Bacino. Questa Autorità ha operato una scelta discutibile: ha considerato gli argini già esistenti. Parliamo sia di quelli autorizzati a suo tempo per Megalò 1 (con permesso del Genio Civile ma significativamente senza VIA), sia degli argini pacificamente abusivi realizzati per lo stesso Megalò 2.

Il corto circuito logico si materializza qui: poiché questi argini sono stati realizzati, l’Autorità di Bacino ha dichiarato che l’area in questione non è più a rischio alluvionale. Di conseguenza, il comitato VIA, basandosi su questa cartografia “bianca” dell’Autorità di Bacino, ha compiuto un passo gravissimo: non è stata effettuata nessuna valutazione del rischio idraulico a valle.

È stato definito un “ossimoro”, una contraddizione in termini che fotografa perfettamente la situazione: burocraticamente “è tutto perfetto”, le carte sono in regola, ma l’impatto reale a valle non è mai stato valutato, né lo sarà. Si accetta un’opera enorme basandosi sulla presenza di manufatti, alcuni dei quali abusivi e mai sottoposti a VIA, e si ignora sistematicamente ciò che accadrà a valle.

Questo modus operandi non sembra isolato. Viene citato il caso di Pineto, dove il Comitato Regionale VIA ha agito in modo analogo non valutando l’erosione costiera a valle causata dalle scogliere. È un pattern pericolosissimo: il Comitato Regionale VIA persiste nel non effettuare valutazioni di “area vasta”, ossia nel non considerare l’impatto complessivo di un intervento sull’intero territorio circostante, limitandosi al sito specifico.

Questo Comune, questo Consiglio Comunale, ha l’imperativo morale e legale di alzare la testa e ammettere che “c’è qualcosa che non va”. Non è tollerabile che un comitato tecnico non ritenga necessario approfondire e richiedere uno studio sull’impatto a valle. La responsabilità di capire quanto sta accadendo e di fare il possibile per evitare questo “errore madornale” ricade interamente su questa Assise. Non possiamo permettere che una mera semplificazione burocratica metta a rischio la sicurezza del nostro territorio.

Assistiamo a un Consiglio fin troppo distratto su temi che riguardano la pelle dei cittadini. Sia chiaro fin da ora: quando accadranno le disgrazie, quando ci saranno gli allagamenti, quando il fiume Pescara uscirà dagli argini, nessuno in quest’aula potrà dire: “noi non lo sapevamo”. La responsabilità è chiara e la cittadinanza osserva.