PESCARA – In Consiglio Comunale si è recentemente discusso di modelli urbanistici, focalizzandosi sul caso della nuova sede della Regione nell’area di risulta. Questo progetto, che si integra con altri interventi come i due silos, il terminal bus, un parco, un parcheggio sotterraneo e alcuni negozi, rappresenta un perfetto esempio del cosiddetto “modello della Città della Ribollita“.
Per chi non conosce il termine, è utile ricordare che il modello trae ispirazione dalla tradizione culinaria: nulla si butta, tutto si riutilizza, mescolandolo in un unico “pentolone” urbano. La teoria si fonda su due assiomi:
- buono più buono fa buono e male non fa;
- uno spazio è un vuoto da riempire.
Questo approccio, rigorosamente adottato a Pescara, è evidente non solo nel progetto della sede regionale, ma anche nella gestione della cosiddetta Strada Parco, un luogo simbolico per il modello della ribollita. Dalla sua trasformazione in parcheggio temporaneo, fino all’attuale destinazione come corridoio per i nuovi 7 bus elettrici, è chiaro come ogni nuovo elemento (“avanzo“) venga sapientemente “ribollito“.
Oggi, sulla Strada Parco, troviamo pali per elettrificazione, fermate bus e altre infrastrutture. Uno spazio che, ricordando l’assioma n. 2, è un vuoto da riempire. E quale utilizzo migliore se non quello di destinare questo vuoto ai bus elettrici? Dopotutto, fino ad ora è stato “impropriamente” utilizzato da cittadini a piedi o in bicicletta – pratiche che contrastano con la nostra immagine di città traboccante di vigoria muscolare.
È dunque evidente che il modello della Città della Ribollita è non solo malleabile, ma anche sorprendentemente reattivo: esso risponde alle esigenze contingenti con tempi rapidi, evitando di farsi imbrigliare da pianificazioni di vasta scala o da lunghe programmazioni.
E i lunghi filobus acquistati tempo fa? Anche loro trovano posto nel sistema: oggi occupano gli hangar vuoti di TUA, dimostrando che, in un modo o nell’altro, tutto si incastra nel modello della Ribollita.
Il rigore scientifico di questa visione urbanistica offre prospettive illuminanti. Come si suol dire, tutto torna.
Simona Barba – Consigliera Comunale AVS – Radici in comune
