Sotto a chi tocca: 40 abbattimenti già decisi

Sotto a chi tocca: 40 abbattimenti già decisi

Pescara, 30 ottobre 2025 — Non si può che esprimere una profonda preoccupazione per la nuova lista comunale di abbattimenti: quaranta alberi destinati alla rimozione per presunte ragioni di incolumità pubblica. Colpisce, più di tutto, che il provvedimento investa anche la Riserva Naturale Pineta dannunziana, luogo che dovrebbe essere governato dagli strumenti della tutela — a partire dal Piano di Assetto Naturalistico (PAN) — e non con la logica ordinaria di un giardino pubblico. Nel dettaglio, risultano coinvolti numerosi Pini d’Aleppo nella Riserva, pioppi indicati per Piazza della Repubblica e varie specie distribuite tra via Vittoria Colonna, via Aterno, via della Bonifica, via Tirino, via F. F. D’Avalos, via Lago di Borgiano, via Colle Innamorati e via Virgilio. È una decisione che, nel suo complesso, riduce la massa fotosintetica urbana e priva i quartieri di ombra, mitigazione climatica, assorbimento di CO₂ e filtrazione degli inquinanti, rendendo la città più esposta all’isola di calore e depauperando il capitale naturale della Riserva, che a venticinque anni dalla sua istituzione è ancora priva di un organismo gestionale pienamente operativo.

“Sotto a chi tocca: 40 abbattimenti già decisi. Il 17 ottobre scorso”, segnala Simona Barba, consigliera comunale AVS – Radici in Comune, “è stata pubblicata sull’albo pretorio una nuova lista di abbattimenti, stile Hunger Games. Per la Riserva vanno giù 14 pini d’Aleppo: poi spariscono pioppi in piazza Repubblica, e cosa intendano nessuno lo sa visto che a piazza Repubblica ci sono pini: ma questi sono i giochi, bisogna capire gli enigmi”.

La città ha bisogno del suo bosco urbano tanto quanto di strade e servizi: ogni albero che cade sottrae ossigeno, capacità di assorbire CO₂ e polveri sottili, qualità dell’aria e benessere microclimatico. Per questo l’associazione chiede un immediato cambio di rotta, a partire dalla Riserva, con una moratoria sugli abbattimenti, l’attivazione dell’ente gestore e una pianificazione forestale che metta al centro conservazione, resilienza climatica e partecipazione. Solo così Pescara potrà evitare che la prossima “lista” diventi l’ennesimo passo verso una città più calda, più povera di verde e meno vivibile.