I 3 misteri dell’abbattimento dei pini sulla Strada Parco

I 3 misteri dell’abbattimento dei pini sulla Strada Parco

PESCARA – In questa vicenda dei tre pini abbattuti sulla Strada Parco, i documenti raccontano una storia piena di zone d’ombra che merita di essere portata alla luce. L’assessore Orta mantiene il silenzio, la Commissione Ambiente urgente invocata dal presidente Santilli è svanita nel nulla. Ci rimangono quindi solo i documenti ufficiali da esaminare – e questi hanno molto da dire.

Primo mistero: le radici tagliate – Le schede valutative degli alberi parlano chiaro. Il primo rilievo è del 2022, il secondo – quello fatale – risale a luglio 2025. Per tutti e tre i pini emerge lo stesso problema: il conflitto con il muretto di contenimento. Esistono persino foto di un cantiere del 2023 per il rifacimento del muretto (e sappiamo tutti come va: muretto VS pini, vince sempre il muretto – vedi via Italica).

Il tecnico esprime un dubbio: le lavorazioni del 2023 hanno compromesso l’apparato radicale? In questi casi, la procedura standard prevede la prova di trazione, l’unico strumento che può chiarire realmente lo stato delle radici. Ma questa prova non è stata effettuata. Perché?

Qui emerge il primo mistero. Ci sono foto del cantiere, quindi qualcuno dell’amministrazione controllava all’epoca. Come è possibile che quell’intervento abbia tagliato le radici, considerando che tale pratica è vietata dalle leggi nazionali fino al nostro regolamento comunale?

La domanda sorge spontanea: l’Amministrazione ha permesso che quelle radici fossero tagliate? Ha autorizzato consapevolmente il danneggiamento di un bene pubblico da parte di un intervento privato? E poi ha pensato di risolvere il problema eliminando gli alberi, fingendo di non sapere nulla? È per questo che si è scelto di non fare la prova di trazione?

Secondo mistero: la trasparenza fantasma – Il 7 ottobre, la Dirigente del settore Verde firma il dispositivo di abbattimento. Nessun consigliere riesce a trovarlo. Ancora oggi, se cercate sull’Albo Pretorio di Pescara scorrendo le pubblicazioni del 7 ottobre, non compare nulla. Alla fine l’ho trovato – ma solo perché avevo il titolo esatto del documento, ottenuto da una foto provvidenziale. Come per magia, inserendo il titolo preciso, il documento appare.

Quindi la nostra amministrazione è così trasparente che se conosci già il titolo del documento, lo trovi. Altrimenti, niente. Un bel sistema: cercare solo quello che già conosci.

Evidentemente a Pescara la trasparenza funziona solo per chi conosce l’incantesimo dell’Apriporta. Per tutti gli altri, sono aperti i corsi di recupero a Hogwarts (mi sono già iscritta).

E ancora: in tema di comunicazione chiara ai cittadini, ricordiamo che si è trattato ufficialmente di “potature”. Niente polemiche, si capisce: se devi abbattere un albero devi iniziare così, mica siamo i taglialegna del Canada. In fondo, l’abbattimento è solo l’ultimo metro di una potatura. E infatti, l’ordinanza per la Strada Parco del 23-24 ottobre parlava proprio di potature. Quel documento sì che era ben visibile sull’Albo.

Terzo mistero: le cocciniglie in libertà – I pini erano infestati da cocciniglia tartaruga. Nessuno li aveva curati, eppure il problema era noto dal 2022. Per il trattamento dei residui vegetali si deve applicare il Decreto Ministeriale del 3 giugno 2021, che stabilisce regole precise:

Il materiale deve essere gestito come materiale a rischio:

  • Evitare spargimento e movimento incontrollato
  • Evitare contatti con altre piante
  • Distruzione o incenerimento controllato in loco
  • Trattamenti termici con triturazione e compostaggio conforme
  • Trasporto solo in sacchi o cassoni chiusi/telati
  • È vietato lasciare i residui sul posto, perché le ninfe e le uova della cocciniglia possono sopravvivere anche su materiale morto
  • Obbligo di documentare il materiale rimosso e il metodo di smaltimento

Dopo tre giorni dall’abbattimento, i resti erano ancora lì, al vento, lasciando alle cocciniglie tutto il tempo necessario per organizzare un trasloco dignitoso verso un nuovo pino vivente. Mica si sfratta in malo modo a Pescara. Chi non rispetta le misure fitosanitarie per la cocciniglia tartaruga è soggetto a sanzione amministrativa da 1.000 a 6.000 euro. Chi comminerà questa sanzione al Comune di Pescara?

Epilogo – Alla fine di questa storia abbiamo perso tre alberi, con la chiara raccomandazione del tecnico che in quel punto non vengano più ripiantati. Pescara non è una città per gli alberi. Ma questo non è un mistero – lo sappiamo già.

Simona Barba – Consigliere comunale AVS Radici in Comune