Terminal bus, Simona Barba: «Dobbiamo progettare una rete»

Terminal bus, Simona Barba: «Dobbiamo progettare una rete»

PESCARA – Al Consiglio comunale aperto del 27 ottobre, Radici in Comune chiede di superare la concentrazione dei capolinea in centro: nodi di interscambio distribuiti, servizi organizzati sui bisogni delle persone e spazio restituito al parco centrale.

Il sindaco conferma la volontà di procedere con gli interventi già previsti per il terminal bus. Simona Barba, intervenuta per Radici in Comune, pone una questione che precede il progetto: quale organizzazione del trasporto pubblico vogliamo costruire per Pescara?

«Non dobbiamo progettare un piazzale, dobbiamo progettare una rete». È il passaggio centrale del suo intervento al Consiglio comunale aperto del 27 ottobre, convocato dopo la morte di Maria Ferrandino nell’area del terminal.

Barba parte dal dolore per una vita spezzata e invita a fermarsi per comprendere le condizioni nelle quali la città si muove. Le criticità del terminal, nella sua lettura, richiedono uno sguardo esteso all’intera rete urbana: percorsi, attraversamenti, destinazioni e concentrazione dei mezzi.

La sicurezza deve essere una condizione ordinaria del servizio quotidiano. Da questa esigenza nasce anche la richiesta di riesaminare il modello che porta gli autobus a convergere nel cuore di Pescara, dove si sommano arrivi, soste e ripartenze.

L’alternativa indicata è una rete con nodi di interscambio distribuiti sulle direttrici ovest, sud e nord, presso i quali valutare l’attestamento dei servizi extraurbani prima dell’ingresso in centro. Un’organizzazione da integrare con la ferrovia e con collegamenti efficaci verso le destinazioni dei passeggeri.

Per progettare questa rete servono informazioni sulla domanda e sull’offerta: da dove arrivano le persone, dove devono andare, quali servizi utilizzano e quali coincidenze occorrono. Barba propone per questo un’agenzia della mobilità, capace di mettere in relazione Comune, gestori e bisogni del territorio.

Il ragionamento arriva così all’Area di Risulta. L’arretramento della ferrovia e della stazione, ricorda Barba, aveva aperto la possibilità di restituire spazio alla comunità. Oggi quella scelta deve trovare una traduzione coerente nelle infrastrutture verdi e nel parco centrale, anche per affrontare le esigenze di adattamento climatico.

Concentrare nuovamente funzioni che richiamano traffico significa, secondo Radici in Comune, compromettere questa opportunità e rendere stabile un’organizzazione che avrebbe bisogno di essere ripensata.

La richiesta è rivedere il progetto del terminal a partire dalla rete: ridurre i transiti evitabili attraverso la città, distribuire le funzioni di capolinea e garantire collegamenti comodi, accessibili e coordinati. La messa in sicurezza dell’area attuale resta un intervento immediato e necessario.

È su questi obiettivi che Radici in Comune chiede un confronto pubblico e risposte concrete. La scelta sul terminal riguarda il modo in cui Pescara intende muoversi e utilizzare uno dei suoi spazi più importanti.