Alla canna del gas!

Alla canna del gas!

PESCARA – La vendita delle reti gas è una decapitalizzazione di un asset strategico, e tale decisione sta avvenendo al buio. a vendita è una grande operazione non conveniente per il Comune di Pescara e un atto di decapitalizzazione del nostro patrimonio che negherà possibilità di visioni strategiche.

La scelta di alienare le reti del gas non è una mera questione contabile, ma un danno di ordine strategico in un momento cruciale di evoluzione energetica:

  • asset strategico: la rete è un patrimonio indisponibile, vincolato al bene pubblico. Le condotte sono convertibili per altre fonti come per l’idrogeno e possono essere utilizzate come smart grid: è una rete capillare utilissima per i sottoservizi pensando a quando il gas metano sarà per fortuna bandito. Chi avrà le reti avrà l’ultima parola sull’accelerazione o meno della conversione energetica e sulla transizione;
  • requisito fondamentale UE: l’unico requisito per accedere ai fondi di finanziamento europei, come i progetti Innovation Fund, destinati alla evoluzione dell’utilizzo di energia alternativa, è essere proprietari della rete. Rinunciare alla proprietà significa limitare la nostra capacità di pilotare la transizione;
  • esempio europeo: mentre Paesi come Germania e Austria stanno ri-pubblicizzando le reti del gas per governare questa transizione, noi a Pescara stiamo andando in direzione contraria.

Tra l’illusione finanziaria e la perdita patrimoniale ci stanno sviando, riducendo la scelta a una “partita di giro”, ma i numeri dimostrano che stiamo svendendo il futuro:

  • decapitalizzazione: stiamo trasformando un bene capitale indisponibile (il nostro asset strategico) in “puro soldo”. I proventi della vendita (circa € 13.7 milioni stimati) devono essere obbligatoriamente riversati in conto capitale, vincolati alla creazione di nuovo patrimonio, e non possono essere utilizzati per le spese correnti. Ma quali saranno i prossimi investimenti? Non c’è alcuna previsione né vincolo nella Delibera;
  • rinuncia a fondi correnti: con il mantenimento della proprietà, rinunciamo all’incasso annuale della Remunerazione del Capitale Investito (RCA), circa € 500.000,00 l’anno, che invece potremmo utilizzare per le spese correnti del Comune;
  • valutazione distorta: lo scenario comparativo in Delibera è incompleto e non obiettivo, essendo stato limitato a soli 12 anni. Una proiezione invece a 24 anni (cioè due concessioni) dimostrerebbe che il mantenimento in proprietà supererebbe il ricavato della vendita;
  • prezzo in cessione: il valore VIR di € 15.7 milioni al 31/12/2021 è già previsto scendere a € 13.7 milioni al momento della cessione per effetto del degrado naturale, e il prezzo è soggetto a continua svalutazione man mano che il tempo passa.

La delibera inoltre è stata portata in aula con gravissimi vizi formali e procedurali denunciati nel corso del Consiglio. Adesso siamo noi i proprietari e siamo noi che possiamo influenzare le decisioni che andranno a cascata a volano sul territorio. Questa è l’importanza di avere un patrimonio indisponibile perché può avere nelle giuste gestioni una ricaduta positiva sul territorio.

Andando a dire che la rete fisica del gas sia un investimento come gli altri, andando a venderlo, noi non potremmo mai ricomprare un altro patrimonio della stessa valenza, non possiamo non tenerne conto. Ma in tutta la relazione comparativa data ai Consiglieri e alle Consigliere non se ne parla, riducendo il tutto semplicemente a una partita di giro finanziaria

Se sgretolassimo un diamante di due carati, l’insieme dei pezzi avrebbe lo stesso peso, ma il valore rimane lo stesso? No, perché lo abbiamo inesorabilmente trasformato.

È come se ci si volesse ostinare a votare tale decisione senza avere tutte le informazioni, dalle opportunità strategiche ai fondi europei sulle conversioni per la transizione energetica sul territorio.

La decisione deve essere consapevole, ma sembra debba essere presa al buio, senza un consulto tecnico oggettivo che tenga conto di tutti gli scenari. Perchè?