Gentile consigliere Alessandro D’Alonzo, rispondo alla Sua nota apparsa sul quotidiano Il Centro a proposito della gestione del verde pubblico a Pescara.
Parco nord – L’amministrazione di Pescara ha avviato il processo di esproprio dei terreni privati, e questo è senz’altro un fatto positivo. Tuttavia, ciò che Lei sembra dimenticare è che quell’area era già da tempo vincolata a verde, grazie alla sua natura particolarmente pregiata, ricca di numerosi e bellissimi alberi e collocata accanto alla Riserva di Stato Santa Filomena. La buona notizia della conservazione dell’area si accompagna però a un progetto che non riesce a cogliere appieno la visione ambientale necessaria: la grande superficie destinata allo skate park rappresenta infatti un vero consumo di suolo, in contrasto con direttive nazionali ed europee. Si fatica, ancora una volta, a comprendere il valore di un intervento in un’area così vicina a una Riserva che il tempo e la tutela hanno preservato, con un’importanza biologica davvero significativa.
Relazioni arboree dei tecnici – Le relazioni che definiscono pericolosi gli alberi, basandosi soprattutto su valutazioni visive, dipendono in larga parte dall’esperienza soggettiva del tecnico incaricato. Sempre più spesso, quando queste valutazioni vengono sottoposte a controperizia, i giudizi cambiano e gli alberi vengono salvati. Per quale motivo non si tiene conto di questa evidenza? Leggendo le relazioni commissionate dallo stesso Comune, si trovano elencate azioni necessarie come l’adeguamento delle aiuole, potature eseguite da personale qualificato, trattamenti antiparassitari e concimazioni. Perché, allora, queste prescrizioni non vengono realizzate?
Microgenerazione di via Milano – Questo è certamente un buon esempio. Lei ricorderà che questo progetto è il “compito a casa” assegnato dal programma europeo LIFE + A-GreeNet, che offre strumenti e indirizzi per la mitigazione dei cambiamenti climatici. La rigenerazione prevista in via Milano è infatti un prototipo, un modello che il Comune – così come Ancona, San Benedetto e altri – deve apprendere e poi replicare nei Lavori Pubblici. Riusciremo davvero a riproporre quanto previsto in via Milano? Quante sono le aree da decementificare e forestare a Pescara? Sono state individuate? Attendo i dati.
Il PP7 – Il PP7 è un piano particolareggiato che interessa la zona tra la Tiburtina e il carcere. Le aree a verde previste derivano dagli standard urbanistici da rispettare. L’ultima proposta di organizzazione del verde segue finalmente le indicazioni imprescindibili relative alle infrastrutture verdi e blu, risultato dell’incarico affidato a un Paesaggista, figura purtroppo ancora poco coinvolta nei nostri processi. Riconosco, e lo fa anche Lei, che la pianificazione è un pilastro fondamentale. È però necessario ricordare che la realizzazione di quel verde spetterà ai privati che investiranno nell’area.
Corridoio verde – Il corridoio verde appena realizzato, invece, rappresenta un “compito” sbagliato. Se via Milano era il compito a casa, questo corridoio potrebbe essere considerato la verifica in classe, quella in cui si verifica se si è davvero appreso. E qui, purtroppo, il voto sarebbe un bel 4! Dispiace ancora di più che questo appalto sia stato eseguito dalla stessa università: sarebbe interessante sapere cosa ne pensano i laureandi della Facoltà di Architettura rispetto al progetto di quella strada. Piantarvi un albero non è sufficiente per proclamarsi soddisfatti, soprattutto quando si sprecano risorse e opportunità. È come dare 50 euro a Sua figlia chiedendole di regalarsi qualcosa di bello, e vederla tornare felice con un gelato colorato: davvero penserebbe che sia stato il miglior uso possibile di quei soldi? La vittoria si ottiene solo quando ai fondi pubblici si affiancano una buona progettazione e la capacità di non perdere occasioni.
Piazza Sacro Cuore – Lei non ricorda che da sempre le manifestazioni e i sit-in si svolgono in Piazza Sacro Cuore, considerata il cuore della città. Anche quando c’erano i lecci, eravamo lì. Oggi, nelle manifestazioni a tema ambientale e urbanistico, si spiega sempre perché quella piazza rappresenti un progetto sbagliato:
- diminuzione del suolo libero a terra;
- mancata cura dei grandi lecci che potevano essere salvati e integrati;
- sesto d’impianto dei nuovi alberi non conforme alle norme del Regolamento del Verde;
- una soletta di cemento solo parzialmente drenante, proposta come soluzione contro l’isola di calore, quando il cemento, scaldandosi, contribuisce invece ad accentuarla.
Parco Centrale – Anche qui si parla di un grande investimento sul verde. Così grande che l’amministrazione non ha speso un euro: il parco è finanziato interamente dalla Fondazione Pescara Abruzzo. L’intervento sul parco verrà dopo – dopo la costruzione del silos – e non si tratta di 6,5 ettari, ma di soli 3, come conferma lo stesso progettista. Questa area rappresenta un’occasione mancata: non basta disporre di fondi, bisogna saperli utilizzare con criterio. Anche qui, purtroppo, siamo stati bocciati. Non lo dico io, ma il Piano del Verde che stiamo redigendo nell’ambito del Life, dove si legge: “Compito a casa: nell’Area di Risulta va fatto solo il Bosco Urbano.” Che voto pensa avremmo meritato?
Piazza Alessandrini – Sulle compensazioni per i 18 alberi abbattuti in Piazza Alessandrini, la Soprintendenza ha imposto la messa a dimora di 50 nuovi alberi. Per mancanza di spazio, però, saranno sparsi in giro per la città: significa che in Piazza Alessandrini la compensazione non avverrà davvero. A ciò si aggiunge la scelta delle specie, spesso ligustri e agrifogli, piante decorative che hanno un ruolo ambientale quasi nullo. Che voto prenderemmo in questo caso?
Bilancio Arboreo – Richiamo spesso l’ultimo bilancio arboreo, che riporta come il censimento degli alberi sia ancora quello del 2016. È possibile che in tutti questi anni non si sia riusciti a pubblicare un aggiornamento? Nel bilancio arboreo 2019–2024 si dichiara inoltre che sono stati abbattuti circa 2.500 alberi adulti. Tuttavia, questi numeri non comprendono gli abbattimenti legati ai lavori pubblici, a causa di un problema di allineamento dei dati. Procedere senza dati significa camminare al buio. Perché non li abbiamo? Perché non è possibile conoscere ufficialmente, ad esempio, quanti alberi siano stati abbattuti dal luglio 2024?
Eppure Lei è presidente della Commissione Ambiente. Probabilmente nemmeno Lei riesce a ottenere queste informazioni. Chissà perché.
Simona Barba – Consigliera comunale AVS Radici in Comune

