PESCARA – La mattina di sabato 14 febbraio Via Italica è diventata il centro di un confronto acceso e sentito tra i cittadini e chi si candida a guidare la Pescara del futuro.
A partire dalla sede dell’Istituto De Cecco dove pochi mesi or sono cinque pini sono stati abbattuti, Carlo Costantini e Simona Barba hanno scelto di non limitarsi a un discorso formale, ma di immergersi nel quartiere con un porta a porta serrato per spiegare le ragioni di una candidatura che vuole “mettere fine a un vero disastro ambientale”.
Simona Barba (Radici in Comune) si è concentrata su un dettaglio tecnico che svela, a suo dire, la natura strumentale delle scelte dell’amministrazione. In Via Italica, su un filare di dieci pini, le perizie di stabilità sono state eseguite solo su nove. “Perché escludere proprio il decimo, che è tra l’altro il più bello?” La risposta, secondo Barba, è amara: “Il decimo pino non interferiva con il progetto di costruzione di un muretto, a differenza degli altri nove che dovevano andare giù per far spazio al cemento della recinzione”.
Questo modus operandi dimostrerebbe che la sicurezza dei bambini viene usata come un paravento per esigenze edilizie: se il rischio fosse stato reale per l’incolumità pubblica, l’intera fila di alberi avrebbe dovuto essere valutata con lo stesso rigore. Invece, nonostante relazioni tecniche suggerissero potature mirate e cure, per mesi non è stato mosso un dito, lasciando che la cocciniglia continuasse a indebolire le piante.
I numeri dell’assurdo: prevenire costa 15 volte meno che abbattere
Camminando tra i residenti, i candidati hanno toccato un tasto dolente per le casse pubbliche. Barba ha ricordato come una cura endoterapica (semplici iniezioni nel tronco) costi appena 60,00 euro a pino, mentre l’abbattimento richiede una spesa che oscilla tra i 600 e i 900 euro. “Che senso ha tutto questo?” citando anche le devastazioni avvenute a Piazza Romita, dove è sparito un intero boschetto, o a Piazza Salvo d’Acquisto e Piazza San Luigi (dove restano ormai 10 pini malati!)
In Consiglio Comunale, la battaglia di Barba si è scontrata con un muro di gomma: le sue proposte di variazione di bilancio per finanziare le cure sono state liquidate dal Sindaco come influenti o superflue, sostenendo che i soldi ci fossero già, senza però che una vera campagna di prevenzione venisse mai avviata.
Carlo Costantini: “Usciamo dall’ottica del rischio per entrare in quella della risorsa”
Per Carlo Costantini, la situazione di Via Italica è “il sintomo di una mancanza di cultura amministrativa che oggi ci vede fermi all'”anno zero“. Secondo il candidato sindaco, l’attuale giunta vede l’albero esclusivamente come un pericolo di caduta e mai come un’infrastruttura vitale per la salute e il microclima urbano.
Costantini ha parlato di una vera e propria “rivoluzione culturale” necessaria per Pescara. Il suo progetto per l’Area Risulta ne è il pilastro: un’area che deve restare di 6,5 ettari di parco vero, evitando che venga erosa strada facendo per far spazio a nuove pavimentazioni. “Solo una forestazione massiccia può garantirci tra vent’anni una città con 2-4 gradi in meno“, ha spiegato, criticando le “compensazioni farsa” dove pini quarantennali vengono sostituiti da piccoli cespugli totalmente inefficaci contro il calore.
Una politica “di impulso” contro una politica “di progetto”.
L’incontro si è concluso con l’impegno di trasformare la gestione del verde da un’attività fatta di segretezza e superficialità a una pianificazione trasparente. La critica finale di Costantini è rivolta a chi, in questi anni, ha agito solo per impulsi improvvisi — “l’albero sta per crollare, abbattilo” — senza comprendere che senza manutenzione e prevenzione, la città è destinata a diventare un deserto di cemento.
L’evento di sabato ha lasciato ai residenti di Via Italica non solo una denuncia, ma la proposta di un modello di città dove il verde non è un fastidio per i cantieri, ma la prima garanzia di salute per chi la abita.





