Diffida cocciniglia: servono dati ufficiali, non video social

Diffida cocciniglia: servono dati ufficiali, non video social

PESCARA – Grazie al lavoro delle Associazioni e di Radici in Comune, la soglia di attenzione sulla cocciniglia è finalmente alta.

Ma non servono video sui social in risposta a una formale diffida,  servono dati trasparenti sul presente, ma soprattutto un programma credibile per il futuro. Senza una ricostruzione documentata di ciò che è stato fatto e di ciò che resta da fare, il rischio è di intervenire ancora una volta in modo parziale mentre intere zone della città continuano a perdere i propri pini.

L’articolo pubblicato oggi da Il Centro riferisce dell’avvio di un intervento contro la cocciniglia tartaruga in via Gioberti e annuncia il trattamento di 1.600 pini. Prendiamo atto dell’iniziativa, ma restano senza risposta le domande puntuali contenute nella diffida trasmessa al Comune di Pescara.

La diffida chiedeva un riscontro formale, documentato e verificabile sulla gestione della Toumeyella parvicornis: quali trattamenti siano stati eseguiti dal 2021 a oggi, in quali aree, su quanti alberi, con quali esiti; quali siano gli interventi programmati; quanti pini siano stati abbattuti a causa dell’infestazione; e quali comunicazioni siano intercorse con il Servizio Fitosanitario regionale. A oggi, queste risposte non sono ancora arrivate.

I numeri devono essere verificabili

L’articolo di oggi riporta il dato di 3.200 pini domestici interessati dall’intervento. Questo numero rende ancora più urgente chiarire la consistenza attuale del patrimonio arboreo comunale.

Negli anni precedenti, nelle commissioni e nelle comunicazioni degli uffici tecnici era stato sempre indicato un patrimonio di circa 4.200 pini domestici. Un dato utilizzato più volte e mai confutato. Se oggi improvvisamente il riferimento è diventato 3.200 pini domestici, il Comune deve spiegare formalmente:

  • quale sia la consistenza attuale del patrimonio;
  • quale censimento o ricognizione abbia prodotto il nuovo dato;
  • quanti abbattimenti siano riconducibili alla cocciniglia;

Da 4200 pini a 3200 pini significa che abbiamo perso un quarto del nostro patrimonio di pini domestici. È una ecatombe

Non è possibile affrontare un’emergenza fitosanitaria con dati variabili e non trasparenti, non accompagnati da atti, documenti e criteri di rilevazione conoscibili dalla cittadinanza. Dove è la trasparenza che ci spetta di diritto?

I dati degli interventi mostrano una gestione discontinua

i dati in nostro possesso forniti dal Comune documentano una distribuzione fortemente disomogenea nel tempo e nello spazio:

  • 1.622 trattamenti nel 2021;
  • 0 per il 2022;
  • 898 trattamenti nel 2023;
  • appena 99 trattamenti nel 2024;
  • 914 trattamenti nel 2025;
  • 916 trattamenti nel 2026, con attività indicate come avviate da giugno e ora in corso.

Questi dati dimostrano  che gli interventi risultano frammentati e non consente di ricostruire, senza ulteriori chiarimenti, un programma uniforme e continuativo sull’intero patrimonio.

Anche la distribuzione per strade e aree evidenzia una forte variabilità: alcune località risultano trattate più volte, mentre molte altre compaiono una sola volta o soltanto nell’ultimo anno. Il quadro è quindi quello di interventi concentrati in determinate zone di pregio e di una copertura non omogenea dell’intero territorio comunale.

La lotta alla cocciniglia non può essere ridotta all’annuncio di singoli interventi. Occorrono: pianificazione, continuità annuale dei trattamenti, (ogni pino va trattato annualmente, non solo quelli in zone di pregio) contemporaneità, controllo degli esiti,  e trasparenza completa.

Occorre tra l’altro una gestione per i pini privati, al contrario si andrebbe a inficiare il risultato, il coleottero non fa distinzioni, e vola tra un albero all’altro senza chiedere il permesso.

Nessuna risposta alla diffida

La nostra richiesta non era un’iniziativa polemica, ma una domanda formale di trasparenza e tutela del patrimonio arboreo cittadino e della nostra salute.

A fronte di una diffida trasmessa al Comune, di intervento su tutti i pini prima che i pini rallentino con il freddo il loro stato vegetativo per avere una cura efficace, ci aspettavamo una risposta ufficiale corredata da atti e documenti. Un articolo di giornale o un video sui social non possono sostituire il riscontro amministrativo dovuto per Legge alle domande presentate.

Chiediamo pertanto al Comune di rendere pubblici:

  • il censimento aggiornato dei pini domestici raffrontato con i dati del precedente censimento
  • l’elenco completo dei trattamenti effettuati dal 2021 a oggi e motivazione delle scelte delle aree, perché alcuni pini sono stati trattati ogni anno, come nelle zone di pregio, e perché in zone di minor pregio, come quartiere San Giuseppe, nessuna?
  • gli esiti dei monitoraggi;
  • il numero dei pini abbattuti e le relative motivazioni;
  • il cronoprogramma degli interventi futuri;
  • gli atti e le comunicazioni trasmessi o ricevuti dal Servizio Fitosanitario regionale.

Molti pini stanno morendo, e il nostro patrimonio si sta depauperando sempre più. E questo è sotto gli occhi di tutti, basta alzare lo sguardo.


A seguire la nota inviata il 19 giugno scorso dal Comune di Pescara AL DIPARTIMENTO AGRICOLTURA SERVIZIO SUPPORTO SPECIALISTICO ALL’AGRICOLURA – Ufficio Tutela Fitosanitaria, con oggetto “riscontro sulle misure fitosanitarie adottate per contrastare la diffusione dell’organismo nocivo Toumeyella parvicornis ai sensi del decreto Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali: Decreto 3 giugno 2021.

Scarica qui la lettera