PESCARA – E così l’assessore Santilli ha ripreso il suo mood personale di rispondermi: la prima cosa è denigrare chi sta dall’altra parte. Ma questo non mi interessa.
Per quanto riguarda il resto della risposta, manca un grandissimo protagonista: il dato.
Come mai non si riesce ad avere un dato aggregato sulla cura dei nostri pini? Tutti gli esperti, compresi quelli incaricati dal Comune, dicono e sanno — ed è scienza — che visto il ciclo vitale del parassita (3-4 generazioni all’anno, e ogni femmina deposita fino a mille uova ogni volta, portando a un aumento esponenziale) e l’effetto del medicinale, bisognerebbe effettuare le cure, ripetendole ogni nove mesi nei primi anni affinché non vada fuori controllo l’infestazione (come è ora)
Vogliamo tirare fuori i dati su quanti alberi sono stati curati dal 2021, anno del decreto ministeriale che impone la cura? Il risultato sarebbe impietoso, perché verrebbe fuori che un anno sono stati curati 400 pini, un altro anno nessuno, un altro anno ancora forse qualche altro centinaio. Cure completamente inutili, soldi buttati, perché, appunto, bisogna trattare tutte e 4.000 le piante contemporaneamente. E non l’ho detto io, basta sentire gli stessi professionisti incaricati dalla sua amministrazione. E questo è possibile, perché gli stessi tecnici ci hanno dimostrato che basta dividere la città in quadranti e organizzare diverse squadre, in modo che tutti gli alberi vengano curati nello stesso periodo.
Perché non viene fatto? Mistero. Perché l’assessore Santilli non dà i dati? Mistero
Perché alle varie richieste che sono state fatte non viene mai illustrato cosa si è fatto per la cocciniglia, quanti gli alberi per le diverse zone della città e con quale periodicità. Mistero.
Questi sono i fatti. Il fatto è che la sua amministrazione e il suo assessorato non rilasciano i dati su quante vie sono state trattate, sugli intervalli di tempo e sul numero di piante. Eppure loro quei dati ce l’hanno, e per quello che ne so io i numeri erano veramente irrisori.
Spero quindi nella prossima risposta dell’assessore con i dati dal 2021 a oggi, ma qualcosa mi dice che non avrò risposta. Forse solo un altro borbottio.
Molto curioso, poi, il finale: il riferimento alla collaborazione con la Regione Abruzzo. E qui si apre davvero una voragine, perché la Regione Abruzzo, nel pieno della tragedia dell’epidemia di cocciniglia e di altri parassiti, ha praticamente smantellato l’ufficio Fitosanitario, cioè quello deputato a monitorare e ad aiutare i Comuni in queste situazioni. Da quando il dott. D’Ascenzo è andato in pensione, l’ufficio è diventato praticamente fantasma.
Se quindi il Comune di Pescara sta attivamente collaborando con un ufficio fantasma per la soluzione, beh, traetene voi le conclusioni. E infatti i nostri pini sono ormai già diventati tutti fantasmi.
Simona Barba – Radici in Comune
