IN RISPOSTA AL CONSIGLIERE D’ANGELO SULLA RAFIA SINTETICA

IN RISPOSTA AL CONSIGLIERE D’ANGELO SULLA RAFIA SINTETICA

PESCARA – Se c’è qualcuno di distratto, certo non sarà la sottoscritta. Particolarmente singolare è infatti la replica che ho avuto dal consigliere D’Angelo, nel quale mi si dice che c’è già un’ordinanza dirigenziale per il divieto della rafia sintetica. Eppure di palme con plasticala nostra spiaggia è piena.

Bene: a questo punto, il consigliere D’Angelo, o è così distratto da non accorgersene o non sa far rispettare la propria ordinanza  — visto che la maggior parte degli stabilimenti in centro ha ancora la rafia — oppure forse si è dimenticato di dire  che questo protocollo fatto con i balneatori prevede una lenta uscita, anno per anno, fino al 2029, anno nella quale la rafia dovrebbe finalmente essere bandita.

E forse si è cosi distratto che ha dimenticato di come nelle commissioni consiliari tenute per la proposta da me avanzata di bandire velocemente la rafia, è stato addirittura dimostrato da un censimento che negli ultimi anni ci sia stato addirittura un aumento vertiginoso delle palme di plastica. Però, a parte questa uscita lenta (troppo) che il Comune sta provando a fare, l’esposto parla chiaro e non capisco perché non si pronunci su questa cosa.

Attualmente c’è della rafia sintetica in spiaggia, nella sabbia, nell’acqua? Si. Questa è abbandonata ? Si. Secondo il Testo Unico dell’Ambiente, questi materiali sono di fatto rifiuti abbandonati. La nostra normativa è chiara: quando un rifiuto è abbandonato e si riesce a risalire al proprietario di questo rifiuto, allora può essere emessa una sanzione.

Infatti l’esposto è stato fatto alla Capitaneria di Porto di Pescara e Ancona e alla Polizia Municipale proprio perché accertino questi rifiuti abbandonati e riescano a fare i dovuti collegamenti con il proprietario del materiale disperso . Questo è il punto.

Se, nelle more del tempo della sostituzione, comunque la rafia viene dispersa, questa resta comunque un rifiuto abbandonato, azione perseguibile.

Qualsiasi cittadino sa che, se abbandona un rifiuto, viene multato. Se si trova in spiaggia un rifiuto riconducibile al proprietario — e siccome le rafie sono facilmente riconducibili, visto che gli ombrelloni sono di diversi colori e le rafie di diversa lunghezza — questo né responsabile e quindi perseguibile.

Quindi o il consigliere non ha letto l’esposto, o non conosce il Testo Unico dell’Ambiente e, per quanto io sappia, le palme di rafia sono ancora oggi lì, con buona pace del consigliere D’Angelo, che dice che non dovrebbero esserci più.

Aspettando il famoso momento in cui spariranno, io dico semplicemente, ma non banalmente, che va applicata la legge.

Forse il consigliere D’Angelo non è d’accordo? Spero non sia così, e sono sicura non andrà a dire agli organi di polizia competenti di non espletare a fondo il loro lavoro e cioè il controllo e l’applicazione della legge.

Simona Barba – Radici in Comune