PESCARA – Scendere dal treno e trovare un autobus vicino, con un percorso chiaro e una coincidenza comoda: questo è ciò che serve a chi arriva in stazione. Per offrirlo occorrono fermate accessibili, informazioni comprensibili e orari coordinati. Serve anche che tutti gli autobus inizino o finiscano lì la corsa?
La domanda riguarda una distinzione concreta. Una fermata consente di salire e scendere. Un nodo di interscambio mette in relazione più servizi. Il capolinea comprende invece funzioni operative: arrivo, eventuale attesa prima della ripartenza e gestione dei mezzi. Possono convivere nello stesso luogo, ma non sono necessariamente inseparabili.
Un autobus può fermarsi presso la stazione e proseguire verso un altro quartiere. Chi deve prendere il treno scende; chi ha una destinazione successiva continua il viaggio. La pausa di fine corsa può essere organizzata a un estremo del percorso, con spazi e servizi adeguati anche per gli autisti.
È questo lo scenario che Radici in Comune chiede di mettere al centro del confronto. La stazione deve mantenere e rafforzare la propria funzione di collegamento; occorre invece rivedere la concentrazione dei capolinea nell’Area di Risulta, distinguendo le esigenze delle linee urbane, suburbane e di lunga percorrenza.
Nelle numerose osservazioni delle associazioni al progetto approvato nel 2018 questa alternativa era già presente: transito e interscambio vicino alla ferrovia, capolinea distribuiti in punti esterni della rete. Una proposta che merita un confronto aggiornato sulle destinazioni dei passeggeri e sull’organizzazione del servizio.
Naturalmente prolungare una linea, collegarne due o spostarne il capolinea richiede verifiche su regolarità, turni e tempi di recupero. Il risultato deve essere un viaggio migliore, senza trasferire disagi ai quartieri o imporre cambi scomodi.
Il 27 ottobre chiediamo che il Consiglio affronti questa scelta prima di confermare il nuovo terminal. La sicurezza dell’attuale resta urgente. Collegare meglio Pescara, ridurre i transiti evitabili e restituire spazio alla città: il progetto del terminal va rivisto a partire da questi obiettivi.
