PESCARA – In questa città è inutile dire le cose prima. È inutile avvertire che se non saranno effettuate determinate azioni, ci saranno delle conseguenze. Pescara è una città che vive in un eterno presente e non riesce mai a capire cosa accadrà. O meglio, è questa amministrazione che non riesce mai a capire cosa accadrà, perché le persone se ne rendono ben conto.
Un chiaro esempio di quanto sto dicendo è quello che sta accadendo a Piazza Salvo d’Acquisto. Da anni, come attivista, poi consigliera, insieme alle associazioni, come Le Pine, come abitanti di questa città, stiamo cercando di portare avanti l’urgenza di pianificare e programmare un’adeguata cura dei pini. Da anni le persone si stanno accorgendo che a Piazza Salvo d’Acquisto i pini non erano più rigogliosi e la loro chioma verde non copriva più la piccola piazza. Una piazza molto sentita, dove d’estate le signore e i signori andavano a godersi qualche ora di fresco, e dove si scambiavano battute, guardando i nipotini giovare. C’erano delle relazioni sociali in Piazza Salvo d’Acquisto. Ora la piazza, o perlomeno la sua anima -gli alberi- non c’è più.
Perché questa amministrazione non ha voluto investire 1.000 euro l’anno per gestire quei pini che a uno a uno si sono seccati.
“Oh, ma noi li stiamo curando dal 2021”. Risponde così l’amministrazione alla nostra diffida, una risposta incompleta per la quale chiederemo ulteriori approfondimenti e sulla base della quale valuteremo eventuali ulteriori azioni. In questa risposta non c’è un cronoprogramma, ci sono solo degli scarni dati.
E in questi dati leggo che in Piazza Salvo d’Acquisto per la prima volta, non si sa quando precisamente, tra il novembre del 2024 e il novembre del 2025, sono stati trattati 18 pini. Dopo quasi 5 anni di infestazione sono stati trattati pini che praticamente erano ormai morti. Infatti è accaduto solo una volta, giusto per mettere una medaglietta di solidarietà ai pini morenti. Però ora si sbandierano denari per le piantumazioni.
Ma quanto vale il tempo delle persone? Quanto vale la salute e la vivibilità di un quartiere?
Poniamo che vengano piantati 20 alberi: potranno restituire quella bellezza al quartiere soltanto tra trent’anni. E quei trent’anni quanto valgono? Sicuramente più dei circa 1.000 euro annui che avrebbero permesso di curare i pini esistenti, permettendo loro di continuare a vivere.
In un quartiere, quell’isola di verde offriva servizi per l’aria, per la socialità, per i bambini e per la vivibilità quotidiana. Se il tempo trascorso in quella piazza, fondamentale per i cittadini, non vale 1.000 euro l’anno, significa che, per questa amministrazione, il tempo e il benessere delle persone non valgono nulla.
Quello accaduto in piazza Salvo d’Acquisto rischia di ripetersi, la prossima estate, in molte delle vie non trattate o trattate in modo insufficiente. È successo prima e potrà succedere di nuovo: ma in una città che vive nell’eterno presente è difficile comprendere il futuro.
Ma che importa? Arriveranno pochi soldi per piantare piccoli alberi, che non potranno crescere come quelli di ieri. Cresceranno in condizioni molto peggiori rispetto agli alberi che hanno avuto la possibilità di svilupparsi quando Pescara non era così cementificata e quando l’isola di calore non era così intensa. Molti si seccheranno nel giro di 3 anni. Altri non riusciranno a crescere, rimarranno come bonsai.
Vi proporranno allora una pensilina, vi proporranno degli ombrelloni. E piazza Salvo d’Acquisto mostrerà ai cittadini quale sarà il futuro della città: il futuro di una città che non ricorda, che vive in un presente quotidiano e maledetto, mentre i suoi abitanti, desolati, guarderanno dai balconi lo spazio e il tempo che questa amministrazione sta loro rubando.
Simona Barba – Presidente Associazione Radici in Comune
