PESCARA – Sulla cosiddetta “paralisi” amministrativa di cui si parla in queste ore a proposito della mancanza della Delibera sul decreto sviluppo ,è bene chiarire alcuni punti che vedo spesso fraintesi o strumentalizzati.
Leggo infatti sui giornali che la situazione di blocco del Comune causerebbe il rinvio dell’approvazione di questa delibera con conseguente blocco dei cantieri. Ricordo però che la precedente versione del “decreto sviluppo” è già stata annullata dal TAR – sia quella del 2023 che la precedente del 2017 – proprio perché non riusciva a garantire una vera e corretta rigenerazione urbana.
Quello che oggi viene definito “congelamento” dell’azione amministrativa può dunque rappresentare, paradossalmente, un elemento di tutela. La delibera sul “decreto sviluppo” prevede infatti un ulteriore aumento dei premi di cubatura, che sono già oggi molto alti, sia nelle Norme Tecniche di Attuazione che nel Piano Regolatore Generale. Esistono già diversi incentivi e premialità di cubature per le demo-ricostruzioni, e continuare a spingere su ulteriori incrementi volumetrici rischia di tradursi soltanto in nuovo, incontrollato degrado della vivibilità della Città, in quanto si aumenta la densità abitativa a discapito degli standards urbanistici e pianificatori.
Dire che «la città è bloccata perché manca la delibera sul decreto sviluppo» significa, in sostanza, auspicare un via libera indiscriminato ad altra cubatura senza un’adeguata pianificazione. Ricordiamo che questa delibera, per come è concepita, aggiunge premi volumetrici in modo cumulativo, senza un vero governo complessivo del territorio.
Un esempio concreto è quello di via Iasonni: lì una palazzina di tre piani è potuta diventare di otto piani e 25 metri di altezza, sfruttando solo gli strumenti già previsti dal PRG e dalle norme attuative vigenti. Questo dimostra che non siamo di fronte a un blocco dei cantieri, ma semmai a un sistema che ha già concesso troppo.
È ora di smettere di raccontare che la città è “ferma” in attesa di questa delibera. La verità è che serve invece un serio lavoro di analisi e di revisione del Piano Regolatore e delle Norme Tecniche di Attuazione. Solo attraverso un’adeguata pianificazione, coerente e trasparente, si potranno prevedere eventuali premialità realmente finalizzate alla vera rigenerazione urbana e non a un semplice aumento incontrollato delle cubature.
