Nessuna risposta per la riserva: non possiamo sperare nella fortuna

Nessuna risposta per la riserva: non possiamo sperare nella fortuna

L’incendio del 2021 qualcosa deve pure averci insegnato. Eppure pare di no. Sembra che l’Amministrazione non abbia capito che solo una attiva prevenzione e sorveglianza possa salvare la Riserva, soprattutto in estate.

La gestione della Riserva deve essere attiva, cosi la prevenzione e la sorveglianza che deve essere nelle 24 ore. Le possibilità sono molteplici: squadre AIB, Protezione Civile, professionisti, polizia locale, volontari, tra controlli e avvistamenti. Ma ci vuole una testa per coordinare.

 L’ultimo incendio ha puntato l’attenzione sui tanti buchi: abbiamo scoperto che la sorveglianza è di sole 4 ore dalle 15 alle 19.

Dopo il primo focolaio delle 19.15, spento dai VVFF, non è stata attivata nessuna sorveglianza speciale, per quanto sia risaputo che i focolai d’estate possano rinascere per via del caldo e dell’ambiente molto secco arido. Nessun pattugliamento né pensiero di organizzarlo.

L’incendio cosi ha ripreso, oppure c’è stato il reiterato dolo. Non lo sappiamo appunto, non essendoci stato nessuno. Sarebbe potuto non esserci l’altro giorno l’incendio con un po’ di buona volontà. Ma questa è una altra storia.

 La prevenzione deve attivare anche altre procedure: il divieto di fumo per esempio vige nella Riserva? Non vi sono cartelli, ma mozziconi sì, e tanti. I rifiuti sono sempre tolti? Le plastiche e altri rifiuti sono altamente combustibili, una miccia praticamente.

 In passato era buona pratica cercare di rendere più difficile la presa del fuoco inumidendo il suolo: una autobotte passava e bagnava aghi e sottobosco. È una pratica semplice , economica e di tanto beneficio, perché è stata abbandonata?

Non mi dilungo nuovamente sul Comitato di Gestione, che sarebbe il primo tutore della Riserva, ora orfana. Quello che scrivo è evidente alla cittadinanza.

Un anno fa per esempio c’è stata una offerta di collaborazione da parte delle Guardie Ambientali del WWF, preoccupate dello stato di abbandono della Riserva, ma nessuna risposta è stata data per affrontare un servizio di vigilanza ambientale. Tutto scorre via.



Non si può lasciare tutto al caso e alla fortuna. Non ci si può nascondere dietro alla distrazione, al pressapochismo e alle buone intenzioni del giorno dopo.

La Riserva è inestimabile, è più importante delle tante piazze e progetti bizzarri e manti colorati e sedi della Regione iconiche e notti dei serpenti.

La protezione e sorveglianza è fondamentale per l’ambiente e per la sicurezza di chi abita vicino. O forse la strategia è puntare sulla paura delle persone per far cominciare loro a temere i pini, il sottobosco, il mirto, insinuando lentamente il pensiero che in fondo della Riserva possiamo farne a meno.