Prevenzione incendi e gestione fitosanitaria della Riserva Dannunziana

Prevenzione incendi e gestione fitosanitaria della Riserva Dannunziana

Alla cortese attenzione degli Assessori

  • Massimiliano Pignoli
  • Cristian Orta

Mi rivolgo direttamente a Lei, Assessore Pignoli, perché dalla Sua stessa risposta emerge con chiarezza un dato sconcertante: la Riserva Dannunziana è andata in fumo, praticamente sotto gli occhi dell’Amministrazione, e la prevenzione si è rivelata del tutto inadeguata.

Apprendo infatti che l’unico presidio predisposto dal Comune per la prevenzione antincendi consisterebbe in una passeggiata dei volontari della protezione civile, limitata all’orario 15:00–19:00. Una fascia oraria, mi permetta, che sembra pensata più per la comodità dei turni che per l’efficacia operativa. Non a caso, alle 19:15 è scattata la prima chiamata ai Vigili del Fuoco per un principio d’incendio.

Ricordo che i Vigili del Fuoco hanno il compito di spegnere gli incendi, non certo quello di prevenirli o di svolgere attività di avvistamento, che rientrano nelle competenze comunali. Una struttura comunale ben organizzata avrebbe previsto una squadra antincendio boschivo presente sul posto o, quantomeno, un presidio dopo l’intervento iniziale dei Vigili, per monitorare l’area. Invece, nulla di tutto ciò era previsto.

Se ci fosse stata un’organizzazione seria, con squadre formate, operative e pronte, queste avrebbero potuto presidiare l’area anche durante le ore notturne. La prevenzione richiede continuità, non presenza a orario d’ufficio. In molte realtà italiane esistono le Guardie Ecologiche Volontarie, figure riconosciute e abilitate anche a elevare sanzioni: uno strumento che potrebbe essere replicato anche qui, ma serve una pianificazione annuale, non l’improvvisazione a emergenza avvenuta.

Serve un vero piano di prevenzione, sorveglianza e avvistamento, strutturato e operativo. Invece, ciò che si è visto è una delibera dell’8 luglio che attiva pattugliamenti pomeridiani, come se gli incendi potessero prenotare un orario.

Vorrei inoltre farLe notare, Assessore Pignoli, che pur nella Sua conoscenza degli idranti soprassuolo, continuano a mancare i tappi necessari per il corretto funzionamento durante gli interventi. Mi chiedo: se paghiamo un servizio di manutenzione, perché questi elementi essenziali risultano assenti? Chi controlla che tutto sia pronto prima dell’emergenza, e non dopo?

Perciò Le chiedo cortesemente di non invitarmi a “stare tranquilla”, perché tranquilla non lo sono affatto, e come me non lo è una larga parte della cittadinanza.

Mi rivolgo ora a Lei, Assessore Orta.

Finalmente, dopo mesi di silenzio, ha deciso di rispondere pubblicamente sul tema del trattamento fitosanitario dei pini. Mi permetto di ricordarLe che ho depositato un’interrogazione scritta il 5 maggio, alla quale non ho mai ricevuto risposta. Solo ora apprendo, tramite comunicato, che è in corso il trattamento di “circa un centinaio” di pini.

Mi consenta di osservare che i numeri ufficiali degli uffici parlano chiaro: servirebbe trattare almeno 2.000 pini all’anno per contrastare la diffusione della cocciniglia. In Consiglio comunale Lei aveva dichiarato l’obiettivo di trattare 1.200 pini entro settembre 2024 — già allora insufficienti. Alla verifica dello scorso settembre, constato che questo obiettivo non è stato raggiunto. Dal settembre 2023 fino al maggio 2024, non ho ricevuto alcuna informazione concreta. Nessuno ha ritenuto doveroso rispondere.

Se nel 2024 dovevano essere trattati 2.000 pini e altrettanti nel 2025, e oggi siamo fermi a un centinaio, il ritardo è evidente: siamo indietro di circa 4000 pini. Mi chiedo: la strategia è forse lasciare che muoiano spontaneamente per ridurre il numero da trattare?

Questa inerzia, come ho più volte segnalato, rischia di tradursi in un grave danno erariale: alberi che muoiono sono alberi che dovranno essere abbattuti e rimossi, con spese ingenti per l’amministrazione. Siamo inoltre inadempienti rispetto alle prescrizioni del Decreto Ministeriale che impone interventi tempestivi.  E non vi è solo il danno economico. Il danno ambientale e simbolico alla nostra salute e alla memoria storica della città è incalcolabile.

Infine, vorrei ricordarLe che l’intero Consiglio Comunale, all’unanimità, ha votato per la creazione di un Comitato di Gestione della Riserva, incaricato di attuare il PAN (Piano di Assetto Naturalistico) con rigore scientifico. Per quale motivo tale atto non viene rispettato? Perché si svilisce così la volontà del Consiglio, compresa quella della maggioranza di cui Lei fa parte?  Le chiedo: si vuole forse istituire il Comitato quando la Riserva non esisterà più?

Simona Barba – Consigliera Comunale AVS – Radici in comune