PINI O PILONI?

PINI O PILONI?

A PESCARA, in questi giorni, due immagini raccontano meglio di molte parole una questione che riguarda il futuro della città.

Da una parte ci sono i piloni del parcheggio multipiano nell’area di risulta, parte del progetto di riqualificazione dell’area dell’ex stazione ferroviaria. Il primo lotto comprende la realizzazione del parcheggio multipiano, insieme agli interventi previsti nell’area del Parco Centrale.

Dall’altra ci sono i pini di Pescara, molti dei quali stanno progressivamente perdendo le loro chiome sotto l’attacco della Toumeyella parvicornis, la cocciniglia tartaruga del pino. La presenza dell’insetto è stata accertata nel territorio di Pescara nel 2021. Oggi le aree delimitate interessate dalla cocciniglia riguardano 18 Comuni abruzzesi.

È da questo contrasto che nasce una domanda volutamente provocatoria. Non è una domanda contro un parcheggio e non è nemmeno una semplificazione del problema della mobilità urbana. È una domanda sul valore delle nostre scelte. Perché ciò che costruiamo oggi resterà con noi per decenni. E ciò che perdiamo oggi, invece, potrebbe non essere più possibile recuperarlo. Un albero adulto infatti richiede decenni e una superficie di cemento, molto meno.

La cocciniglia non è un problema scoperto ieri. La sua presenza a Pescara è nota dal 2021. Radici in Comune contesta la continuità e la sistematicità degli interventi e ha presentato una diffida chiedendo dati verificabili: quanti pini sono stati trattati, dove, con quali risultati, quanti sono stati abbattuti e quale sia il programma per quelli ancora recuperabili?

Il punto, allora, non è soltanto quanti alberi verranno trattati quest’anno ma è quanto patrimonio arboreo adulto riusciremo a conservare. Perché un pino adulto non è soltanto un tronco e una chioma. È ombra, mitigazione del calore, biodiversità, paesaggio, memoria della città e soprattutto è qualcosa che non può essere prodotto in fabbrica e installato quando ci accorgiamo che ci manca. Per questo abbiamo immaginato i “pini sui piloni”.

E’ una immagine paradossale la chioma di pino che cresce sulla struttura di cemento perché gli alberi prefabbricati non esistono. Possiamo costruire un pilone in tempi relativamente brevi. Possiamo realizzare una struttura, un parcheggio, una strada, ma non possiamo fabbricare domani un pino adulto per sostituire quello che abbiamo perso oggi. Il verde adulto ha bisogno di tempo. E allora la domanda diventa più ampia: Quando decidiamo che cosa costruire oggi, stiamo anche decidendo quale città avremo tra venti, trenta o cinquant’anni?

Pescara ha bisogno di parcheggi, ma soprattutto di mobilità efficiente e di infrastrutture. Ma ha anche bisogno di alberi adulti, ombra, suolo permeabile e spazi verdi. Non si tratta di scegliere semplicemente tra pini e piloni. Si tratta di decidere quanto verde vogliamo conservare mentre costruiamo la città del futuro. Perché un’opera costruita oggi può accompagnare Pescara per generazioni.