Riserva dannunziana: il Consigliere Masci scambia la giustizia per un risarcimento assicurativo

Riserva dannunziana: il Consigliere Masci scambia la giustizia per un risarcimento assicurativo

Replica alle dichiarazioni del consigliere Carlo Masci sulla mancata costituzione di parte civile del Comune di Pescara nel processo per l’incendio della Riserva Dannunziana

Se a piedi vi mettono sotto con l’auto sulle strisce pedonali, con il guidatore che era ubriaco e andava velocissimo in area densamente popolata, e voi avete una polizza personale che vi copre parte delle spese mediche, direste: “Grazie, è tutto a posto”?

Oppure pretendereste l’accertamento della responsabilità aiutando le autorità nelle indagini, cercando anche un risarcimento completo per il danno, visto che la polizza copre le spese immediate, ha un massimale che avete contrattualizzato voi, ma non riesce a coprire il danno subito che vi influenzerà il vostro futuro?

Ecco il punto che ho sollevato per la questione della Riserva è questo: eppure leggo le dichiarazioni del consigliere comunale Carlo Masci, secondo cui la mia presa di posizione sulla mancata costituzione di parte civile del Comune di Pescara nel processo per l’incendio della Riserva Dannunziana sarebbe “grave”, “scorretta” e dettata dalla “mancata conoscenza dei fatti”.

Proprio per rispetto dei fatti è necessario chiarire alcuni punti.

  1. Risarcimento assicurativo e processo penale non sono la stessa cosa
    Il consigliere Masci afferma che il Comune ha già ricevuto un risarcimento milionario da una compagnia assicurativa e che, per questo, costituirsi parte civile sarebbe stato superfluo. Ma il ruolo di un Ente Pubblico, soprattutto quando è gestore di una Riserva naturale regionale, non si esaurisce nel coprire i danni economici.
    La costituzione di parte civile serve a:

    • partecipare attivamente all’accertamento delle responsabilità;
    • tutelare in sede penale l’interesse pubblico e l’immagine dell’ente;
    • chiedere non solo rimborsi, ma anche misure di ripristino e di compensazione adeguate al danno ambientale.
      Nessun risarcimento assicurativo sostituisce il dovere di cercare verità e responsabilità in un processo che riguarda la distruzione di una parte importante del principale polmone verde della città.
  2. Il Comune è Ente gestore di una Riserva regionale
    Il Comune di Pescara non è un soggetto qualunque: è l’ente gestore della Riserva dannunziana, un’area protetta istituita dalla Regione. Questo ruolo comporta responsabilità rafforzate di tutela, prevenzione, vigilanza e rappresentanza del bene nelle sedi istituzionali e giudiziarie.
    Proprio perché esiste già un risarcimento, costituirsi parte civile avrebbe avuto un significato ancora più chiaro: dimostrare che l’Amministrazione non rinuncia a chiedere conto, in nome della città e della Regione, di quanto accaduto alla Riserva.
  3. Società civile ammessa parte civile, Comune assente
    Nella stessa udienza in cui il Comune è rimasto fuori dal processo come parte civile, sono state ammesse le associazioni ambientaliste e di tutela dei consumatori. Ciò dimostra che esiste un interesse diffuso e concreto a vedere accertate le responsabilità e a chiedere giustizia per la Pineta. È legittimo domandarsi perché la società civile si faccia carico di questo ruolo mentre l’ente gestore sceglie di non farlo.
  4. Non è una questione personale né elettorale, ma istituzionale
    Il consigliere Masci sposta il discorso sul piano personale e elettorale, evocando le candidature a poche ore dal voto. È un modo per evitare il merito della questione.
    Il punto non è chi solleva il problema, è invece: perché L’Ente non ha ritenuto necessario partecipare al processo come parte civile? Quali indirizzi politici hanno guidato questa scelta? Con quale valutazione degli interessi ambientali e collettivi in gioco?
  5. Gravità politica e simbolica della scelta
    Dire che “non era necessario” costituirsi parte civile perché il Comune ha già incassato un risarcimento significa ridurre la Riserva a un cespite da bilancio. La Riserva Dannunziana è un bene identitario, paesaggistico, storico, che appartiene alla città e all’intera Regione: un incendio che la devasta non si chiude con un assegno.
    Per questo la mancata costituzione di parte civile resta, al di là delle polemiche personali, una scelta grave e simbolicamente sbagliata: priva la città di una voce istituzionale forte in un processo che riguarda il suo patrimonio naturale più prezioso.

L’Ente del Comune esisterà, sempre, al di là delle Amministrazioni politiche protempore che lo guidano momentaneamente, e per questo motivo ribadisco che costituirsi parte civile non sarebbe stato “superfluo”, ma un atto dovuto di responsabilità che avrà peso in futuro, un atto di trasparenza e rispetto verso le cittadine e i cittadini, e verso la Riserva Dannunziana.

Simona Barba – AVS-Radici in Comune