PESCARA – Arriva finalmente in Consiglio comunale una proposta di delibera sulla governance della Riserva regionale Dannunziana. Da anni, e in particolare dal 2000, si attendeva infatti l’istituzione di un comitato di gestione, di un organo deputato alla gestione della Riserva. Finora, impropriamente e non legittimato dal nostro ordinamento, la gestione era direttamente della Giunta, organo politico.
La proposta è ora all’attenzione dei consiglieri comunali e sarà sottoposta al voto del Consiglio entro pochissimi giorni. Nel frattempo, è previsto solo un incontro con le associazioni, che intendono evidenziare le criticità del provvedimento, che avverrà nel pomeriggio di oggi in Commissione Straordinaria Ambiente, incontro peraltro chiesto dal centro sinistra, perché la maggioranza aveva proprio saltato questo passaggio.
Esaminando date e documenti, emerge tuttavia un quadro preoccupante. Già nel dicembre 2025 la Giunta aveva definito, con propria deliberazione, un nuovo assetto per la governance della Riserva, demandandone l’attuazione a una struttura interna del Comune e prevedendo un organo consultivo composto da soggetti la cui modalità di selezione non risulta chiaramente definita, così come non è definita in modo trasparente la figura del direttore.
Di fatto, quindi, la questione era già decisa a dicembre con una deliberazione, nuovamente, di Giunta,
Adesso la delibera di Giunta arriva come proposta di delibera in Consiglio comunale, e questo perché la legge istitutiva della Riserva dice espressamente che la gestione della Riserva va decisa attraverso delibere consiliari.
La deliberazione consiliare costituisce infatti un passaggio di maggiore partecipazione istituzionale, coinvolgendo l’intero Consiglio comunale e il lavoro delle commissioni. Ma siccome in fondo tutto era stato già deciso, il procedimento consiliare è diventato particolarmente rapido, di facciata, al punto che la proposta è stata portata in discussione a pochi giorni dalla presentazione, impedendo di fatto una costruzione partecipativa soprattutto con le associazioni che da tempo denunciavano l’anomalia dell’organo di gestione politico, richiedendo un Comitato di gestione competente.
E cosi una decisione assunta, di nuovo, in Giunta, cerca la semplice ratifica in Consiglio, dimenticando l’essenza di quello che dice la Legge Istitutiva della riserva: un percorso consiliare, degno di questo nome.
Il risultato è un impianto che continua a presentare criticità in termini di trasparenza e di chiarezza degli obiettivi, mentre l’esigenza principale dovrebbe essere quella di dotare la Riserva di un comitato di gestione capace finalmente di affrontarne in modo indipendente, competente e scientifico la tutela, il restauro e la conservazione per le generazioni future.
Date queste premesse, se ci fosse un’etica, questa dovrebbe imporre all ‘Amministrazione di fermarsi, in modo da riscrivere l’impianto della governance e i criteri di scelta per gli incarichi, questa volta veramente in modo partecipato con esperti e Associazioni, per formare e comporre il metodo di gestione di cui ha un bisogno disperato la nostra riserva Dannunziana.
Non come sempre nella solita stanza chiusa.
Simona Barba – Radici in Comune
Alcuni documenti utili

