Verde pubblico: il bilancio “scontato” del Sindaco

Verde pubblico: il bilancio “scontato” del Sindaco

PESCARA – Dopo la conferenza stampa di Carlo Costantini sullo stato del verde, è arrivata pronta la replica di Carlo Masci, che snocciola i dati pubblicati del bilancio arboreo 2019-2024, portando a suo favore il brillante saldo di 2200 alberi in positivo, dato scritto nell’ultima riga. Peccato che quando si parli di bilanci, questi vadano letti nella loro interezza. Proviamo allora a farlo insieme:

Per prima cosa scopriamo, tenetevi forte, che lo stato di consistenza arborea, cioè il censimento arboreo di questa città risale ben al 2016. Siamo nel 2026 e dopo 10 anni il censimento è rimasto cristallizzato!

I censimenti a Pescara sono come il vino, più stanno li, più siamo tranquilli, meglio non sapere cosa stia accadendo.

Per quanto riguarda invece il bilancio fra abbattimenti e nuove piantagioni, si legge in fondo alla relazione un saldo positivo di ben 2.277 alberi fino a aprile 2024.

Eppure poche righe prima nella relazione avvertono che possono esserci criticità nel conteggio: “Nella raccolta dei dati di abbattimento sono state riscontrate criticità sulle informazioni pervenute dal Servizio “Lavori Pubblici” e “Pianificazione del Territorio” dovuti all’avvicendamento della Dirigenza e dei RUP”. Traducendo in modo semplice vuole dire che durante l’era Trisi si sono, diciamo, persi i conti degli alberi abbattuti.

Continuando a leggere poi scopriamo che non vengono considerati gli abbattimenti nella Riserva e quelli fatti da vari enti, e cioè non sono stati conteggiati:

  • gli alberi abbattuti in via Pantini
  • gli alberi abbattuti durante i lavori pubblici
  • il boschetto di via Polveriera
  • il boschetto di via Raiale
  • e quali altri alberi ancora?

In effetti non c’è certezza. Sarà un bilancio creativo. 2500 sono solo quelli contabilizzati.

Continuiamo ora a leggere la relazione sulle nuove piantumazioni: ebbene sulle 4.700 nuove piantumazioni sono state considerate 1.800 piantine di tipo forestale (quelle alte di media 40 cm) piantate nella fascia di rispetto del cimitero di San Silvestro e nel pendio di via Celestino. Comodo. Eppure la legge parla chiaro: la compensazione va fatta dove sono stati abbattuti gli alberi e in modo adeguato. Pensare che un pino di 70 anni venga compensato con una o 2 piantine alte 40 cm, direi è una affermazione alquanto azzardata e fantasiosa.

Delle altre nuove, circa 2.500, piantate in giro per la città, in molti casi si è deciso di fare un downgrade, un declassamento, scegliendo al posto di grandi alberi abbattuti, arbusti o alberelli.

Inoltre circa un 50% di queste nuove piante sono già morte, ma questo lo sapremo solo quando ci sarà il censimento. E tutto torna, visto che il censimento come detto sopra, latita.

Del totale invece dei 2471 abbattimenti (quelli di cui il settore verde ha contezza) nessuna informazione aggiuntiva è data: non abbiamo tipologia di abbattimenti né localizzazione. Ma i cittadini li conoscono, uno per uno: sono tutti alberi adulti, il bene più prezioso.

Considerando i servizi ecosistemici persi, ponendo il minimo sindacale, che per ogni albero adulto almeno 5 nuovi vadano piantati, abbiamo una perdita secca di 10.000 alberi. Ed è una stima al ribasso.

A voler essere poi puntuali mancano gli alberi nuovi prescritti dalla Legge 10/2013, un albero per ogni nuovo nato. Considerando una media di 800 nascite, per circa 7 anni, direi che mancano circa 5500 alberi.

Significa che ad oggi in questa città mancano almeno 15000 alberi. Un divario mostruoso da colmare, ma si può iniziare, con 5000 alberi anno, come dichiarato da Costantini.

Cosa sia successo poi nel 2025 ancora è un mistero, secondo i dati presi dalle associazioni almeno altri 350 alberi sono stati abbattuti.

Sui Parchi poi l’assessore Orta tra le sue dichiarazioni nelle commissioni fornisce un dato preoccupante: parla di 2300 alberi attualmente presenti nei nostri parchi, eppure nella relazione sulla consistenza arborea fatta nel 2022 dal Comune per l’affido a Pescara Multiservice, gli alberi nei Parchi erano 2700, cosa sarà successo a questi 400 alberi?

Sugli altri punti che Masci porta a suo favore, non viene precisato che:

  • il cosiddetto Parco centrale nell’area di risulta sarà solo di 3 ettari, è scritto dallo stesso progettista;
  • il parco nord, o meglio l’area verde vincolata, è già di 4 ettari di verde prezioso, e purtroppo sarà impermeabilizzato per circa il 30%, con un consumo secco di suolo. Bisogna restaurare la natura come da Nature Restauration Law ma fantomatici progettisti hanno imposto skate park e altre amenità;
  • il recupero dell’area di via della Bonifica, è di solo 2000 mq, e non 20.000, perché dobbiamo considerare la dolorosa perdita del bosco su via Pantini e la nuova rotonda;
  • il Parco dei Giusti è tutto meno che giusto, visto che distruggerà un parco curato e pieno di alberi, quello in via 8 Marzo, e per compensare tale distruzione si utilizzerà una scarpata li vicino con annesse aiuole: se questa è giustizia chiediamolo ai residenti del quartiere.

Che ci manchino disperatamente gli alberi, ce lo raccontano chiaramente le migliaia di aiuole vuote sparse nella citta, dalle quali spesso oramai germogliano solo cartelli stradali o lampioni.

Simona Barba – AVS – Radici in Comune